Weekend lungo, ma con pausa forzata

Come si avevamo presagito per questa settimana nulla da fare.

E non si può neppure dire che ci sia andata male, visto che non siamo riusciti neppure a muoverci dalle rispettive baite. Ma tra il meteo incerto (e sicuramente in peggioramento) e il non calcolato (erroneamente), ed imprevisto, stop delle funivie a Saas Fee abbiamo dovuto rinunciare e gettare alle ortiche giornate preziose.

Tenendo poi conto che nei prossimi due fine settimana degli impegni lavorativi ci impediranno di muoverci verso l’alto, questa pausa forzata non ci voleva proprio.

Qui la cosa si va complicando, è vero che il salir montagne non è matematica, ma la stagione buona non finisce certo il 31 dicembre , e se penso che ci mancano ancora 23 salite, e mediamente ci occorrerebbero almeno 2 giornate a vetta, se vogliamo mantenere le promesse che ci siamo fatti ad inizio stagione dovremo darci parecchio da fare.

Quindi niente cime, niente foto e niente amati selfie, a questo giro vi dovete accontentare di qualche immagine di repertorio.

Bistari bistari a tutti,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

E questo weekend che si fa?!

Ciao carissimi amici!

Forse in questi giorni avete pensato al nostro silenzio, magari che avessimo avuto qualche problema e/o che già ci eravamo stancati di ricorrere le 30 vette.

Mi dispiace deludere i più pessimisti ma non è proprio così! Oggi che è il giorno del Mezzalama avrei potuto essere sulle pendici del Monte Rosa a tifare gli amici del Team Merelli e dare una mano, come sta facendo il buon Simone.

E magari finiti i passaggi aggiungere la cima al nostro carnet, ma impegni lavorativi mi hanno costretto a starmene a casa. Domani il mio socio ha da fare con una gara di trail di preparazione alla circuito Europee.

Quindi ci rimangono lunedì e martedì sempre che il bel tempo resiste, nella realtà le previsioni dicono che si guasterà già da questa sera ma aspettiamo fiduciosi e positivi. Il programma potrebbe essere di tornare a Saas Fee per tentare lo Strahlorn o dopo verifica delle voci che danno Dòme de Neige des Ecrins in condizioni splendide intraprendere la la prima trasferta transalpina.

Tutto ciò lo scopriremo solo vivendo, state collegati!

 

Natale con i tuoi, Pasqua in vetta

La gita  di sabato ve l’abbiamo già raccontata. Per quanto riguarda la nostra uscita “pasquale” c’è poco da dire. 

Quando ci siamo messi gli sci ai piedi la situazione non era tanto meglio di quella di sabato pomeriggio, ma visto che davanti a noi c’era gente e dietro anche non ci siamo tirati indietro. 

Certo è che di nebbia ne abbiamo mangiata abbastanza, e dubbi sulla traccia da seguire, sia in salita che in discesa, ne abbiamo avuti a mazzi, ma alla fine tutto bene e cima raggiunta con foto con crocifisso.

In tutte queste ore nella nebbia ho pensato alle volte in cui mi ci sono trovato immerso nella mia vita, e mi ricordo quella in Antartide che gli studiati chiamano white-out, dove si confonde il cielo con la terra (che manco c’è). 

Oppure le volte in Himalaya, porca vaccaro, lì se mi perdevo mica ci tornavo a casa, in queste situazioni ti senti maledettamente impotente, tutto troppo bianco, tutto troppo uguale. 

Ma la nebbia che mi ricordo con più piacere era quella che c’era una volta a Cesate, il mio villaggio natale, quando tornando dal catechismo attraversavo il campo che divideva casa mia dal Municipio, ora diventato la piazza del mercato. 

All’epoca c’erano due campi coltivati con in mezzo un sentierino. Quando venivano i nebbioni se mi fermavo al centro non vedevo ne le luci della casa comunale ne quelle di casa mia, e mi piaceva fermarmi lì perché la mia fantasia correva e sognavo che una volta fossi uscito dalla nebbia mi sarei trovato in posti fantasmagorici. Essere in qualsiasi posto del mondo. 

Mi faceva venire i brividi,  non so se di paura o di emozione, ma certo questa cosa che sembra così insignificante mi si è impressa indelebilmente nella mente.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni 

Una vetta e poi la nebbia

Vi scriviamo comodamente appollaiati su due sgabelli sgarupati del bar allogio locanda “da Licia la lercia”. 

Parliamoci chiaro il Simo è un grande atleta, splendido alpinista, ma non facciamogli mai scegliere l’albergo! 

Tutte ste pantomime perché della giornata di oggi c’é poco da dire, siamo saliti da elegantoni sull’Allalinhortn, come da foto: 

Poi breve discesa e ripellato per salire all’Alpuhbel ma dopo che abbiamo pascolato un’ora nella nebbia abbiamo deciso che era meglio scendere. 

Dai domani riproviamo, questo é l’andar per montagne qualche volta meglio rinunciare, agli eroi fanno le statue ma poi i cani gli fanno comunque addosso la pipì, quindi meglio evitare. 

Ci sentiamo presto! 

3 in un colpo, si vola così a quota 5 vette!

Ciao atletoni!

Ieri il vostro duo di alpinisti preferito si è portato un po’ avanti con il lavoretto ed ha concatenato a Punta Parrot (4432m) il Ludwigshöhe (4341m) e il Corno Nero (4321m), e pertanto siamo arrivati a quota 5.

Giusto per spiegarci con i non addetti ai lavori, questa è una gitarella piuttosto frequentata nel periodo primaverile dagli sci alpinisti, non abbiamo fatto nulla di stupefacente. L’unica cosa che abbiamo fatto è quella di mostrare la nostra golosità, rimettendoci gli scarponi e tornando in quota dopo un solo giorno di riposo dalla nostra uscita di venerdì.

Comunque ragazzi, domenica è stata una giornatona con un meteo spettacolare, un ambiente meraviglioso e una neve più che accettabile.

Tutto quel “togli gli sci, metti i ramponi, togli i ramponi, rimetti gli sci, ma togli prima le pelli”, mi piace tanto ma la cosa mi dà sempre più cosapevolezza di quanto sono imbranato e ne combino come al solito una più di Bertoldo in Francia. E pensare che mi piacerebbe tanto essere uno di quegli elegantoni che non sbagliano mai una mossa e sono più veloci della luce…

ma perché io no!?

Il Breithorn diventa la seconda vetta di 2per30per4000

Eccoci qui a farvi la breve e anche un po’ noiosa cronaca della salita al Breithorn Occ., nonché seconda cima a finire nella bisaccia delle nostre ipotetiche 30 vette da salire quest’anno.

Questa volta zero impianti, si parte da Cervinia, sci ai piedi, e alternando la salita tra pista e fuori pista tiriamo verso le Cime Bianche, quindi attraversiamo fino al Plain Maison, saliamo il canale del Teodulo con gli sci nello zaino seguendo il Plateau Rosa e da lì, seguendo l’itinerario tradizionale, arriviamo alla cima Breithorn 4126m. Poi una fantastica discesona di circa 2mila metri.

E’ questa la cosa che rende lo sci alpinismo lo sport più bello del mondo mondiale, in salita sport endorfinico, si fa una fatica porca, mentre in discesa diventa uno sport adrenalinico, schizzare a tutta velocità e fare curvoni con ai piedi 2 asticelle di legno, no scusate ora sono in carbonio, esalta e non poco. Ok, dai, ad ognuno la sua velocità di competenza ovviamente!

Concludendo, è stata una bella salita, grazie alla variante Musazzi che ha reso tutto ancora più divertente. Mi preme sottolineare i meriti di Simone, che anche nei posti che frequentiamo con più assiduità trova sempre la maniera di far qualcosa per renderli più interessanti e speciali, anche se mi fa sempre pascolare più del dovuto, ma in fondo è proprio quello che vogliamo entrambi.

State collegati perché abbiamo in mente di fare un’altra gita già domani!

Punta Giordani fatta, l’avventura è davvero iniziata

Eccomi qua, anche se con il consueto ritardo accademico,  a scrivervi le due righe di cronaca della prima salita del nostro progetto.
Ma che cronaca volete che vi faccia?

Io, Simone e il noto film maker Walter Cerutti, venerdì 31 marzo abbiamo fatto una gita sci alpinistica che ci ha portato in cima alla punta Giordani, così da poter dire che abbiamo cominciato con 2x30x4000.

Raggiunto il Passo dei Salati, comodamente seduti sugli impianti, abbiamo iniziato la nostra salita con la discesa al Gabiet, bello iniziare un progetto di 30 salite con una discesa, no?

Dal Gabiet ci siamo quindi infilati nel canalino dell’Aquila per arrivare  all’Indren dove incontriamo grupponi di altri gitanti più rilassati e comdodi di noi che hanno raggiunto l’Indren con gli impianti.

Impiegando il giusto tempo ed ognuno facendo la propria dose di fatica, (gli altri due aspettandomi in cima si sono presi una baccata di freddo).
Raggiunta la cima numero uno, abbiamo tolto le pelli e sciato fino a riprendere gli impianti di Pianalunga passando per la Balma.

Che dire la gita è stata bella e gustosa, se poi devo pensare che ci siamo prefissati di farne altre 29 entro la fine dell’anno mi dà l’idea che ci dovremmo rimboccare le maniche.

 

La prossima puntata sarà al Breithorn per questo weekend,
quindi rimanete collegati!

2per30per4000 – questo weekend si parte!

Ciao amici di Bistari Bistari!

Qui il buon Roberto Catti, gestore storico di tutto ciò che riguarda lo Zaffa nel mondo dei social e dei blog, insiste che qualcosa prima di iniziare questo Tango appassionato della 2per30per4000 lo debba pur scrivere, e io, da bravo soldatino, ci provo:

Ieri sono stato a sentire la conferenza di un alpinista di altissimo livello che non solo è membro del Club4000 ma che le 82 cime da 4000 m delle Alpi le ha salite proprio tutte, e spesso più di una volta, da vie diverse e con difficoltà non indifferenti.

Sono uscito da sto giro di valzer di relazioni con due certezze. La prima è che il tipo è sicuramente uno degli alpinisti più forti e modesti che io abbia mai visto calcare i palcoscenici, e che io con l’alpinismo c’entro proprio poco, e che forse questa volta stò per fare l’uovo fuori dalla cavagna.

A pensarci bene poi che uovo e che cavagna? Io e il Simone mica abbiamo deciso di fare chissà che roba vogliamo solo salire in cima a questa montagna e poi ridiscendere per salirne un’altra ed un’altra ancora cercando di farlo divertendoci, senza nessuna velleità di conquista.

Magari lui smadonnando un po’ e aspettandomi pazientemente e ridacchiando delle mie disagilità e io porcando domandandomi perché sono così “pirla” da ficcarmi sempre in situazioni più grandi di me.

Peccando un pò di presunzione ci piacerebbe immaginarvi ridacchianti leggendo le nostre brevi cronache, o meglio come dicono gli introdotti i nostri post.

Amici di Bistari Bistari… rimanete collegati, l’avventura inizia questo week end!

Il CAI sezione Bergamo patrocina la sfida 2per30per4000

Un nuovo logo è apparso sul sito, ovviamente ancora vicino alla montagna.

Proprio così, anche la sezione di Bergamo del CAI ha deciso di patrocinare la sfida di Marco e Simone, come si legge nella nota firmata proprio dal presidente della sezione, Piermario Marcolin, in cui augura il “miglior successo” ai nostri due alpinisti.

Ora non ci resta che aspettare la prima vetta… forza ragazzi!

I protagonisti di 2per30per4000 – Simone Musazzi

Dopo la presentazione di Marco Zaffaroni oggi è il turno di Simone Musazzi, l’altro protagonista del progetto 2per30per4000.

Di Varallo Sesia (Vc), Simone ha un’esperienza trentennale di arrampicata e alpinismo con numerose ascensioni su tutto l’arco alpino e un’attività scialpinistica sia agonistica che esplorativa.

Atleta poliedrico e versatile, ha partecipato a una spedizione in Artide con la stessa “facilità” con cui si è impegnato nella Traversata di corsa in solitaria del Medio e Alto Atlante, in Marocco, insomma un atleta per tutte le stagioni!

Nel suo curriculum, anche più di 60 Ultra Trail, su cui spicca la vittoria della “Dead Sea Ultra Marathon” (in Giordania, 248 km no-stop) e, quest’anno, quella dell’Ultra Tour del Monte Rosa (116 km no-stop).

Ci aspettiamo grandi cose da questo duo dinamico (e anche un po’ dinamatico!)