Punta Vincent, siamo a quota undici

Non è proprio l’anno cari amici

Il vento che non era previsto oltre a disturbare parecchio ha portato una perturbazione in anticipo. Siamo riusciti giusto a non sprecare un altra giornata salendo la punta Vincent che avremmo voluto lasciare come riserva a fine stagione. 

Ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno, va bene così, accontentiamoci dell’undicesima cima fatta, ma soprattutto di un’altra giornata in quota con il mio socio

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni 

Il Weissmies è la decima vetta!

Ciao Amici

Ieri io e il Simo abbiamo fatto la salita del Weissmies, che a detta di tutti è uno dei 4000 con una visuale e un panorama tra i più belli!

Peccato che noi ci siamo fatti tutta la salita, tranne forse 58” nei quali sono riuscito a scattare una foto decente, e anche tutta la discesa nella nebbi. E proprio a fine discesa ecco che le nuvole si diradano ed il cielo diventa spettacolarmente terso, quasi quasi ci veniva voglia di tornare in su!

Vabbé abbiamo fatto anche la decima anche se ci ha lasciato un po’ d’amaro in bocca per non aver capito manco dov’eravamo.

Personalmente la giornata a me ha messo anche un po’ di malinconia per l’Adele (mamma) ma soprattutto per la sua magica crema vegetalumina, che come tutti quelli della mia generazione si ricorderanno era magica per i bernoccoli e visto che se ti dai delle picozzate in fronte i bernoccoli vengono, mamma aiuto!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s.  morbidi non mi son fatto male (molto)

La fortuna è cieca, ma il meteo ci vede benissimo

Questa mattina sul presto lo Zaffa mi manda un messaggio fiducioso:

A volte ritornano e quindi eccoci qui dopo settimane da organizzatori o da atleti (ultimo week end Simo sesto alla Cromanion, lo Zaffa penultimo al Gigathlon) oggi se il meteo tiene si va alla Punta Gnifetti che per me resta una faticata e per l’altro un allenamentino fuori porta

Ma il meteo ha costretto il buon Marco a mandarmi un altro messaggio poco dopo:

Porca troia il meteo si è messo a brutto, non abbiamo manco preso la funivia, torno a far calzette, se ne riparla venerdì. Siamo di coccio torniamo allo Sthalehorn

Quindi teniamo le dita incrociate per questo weekend,
forza ragazzi!

Monte Bianco fatto!

È da un po’ che non ci si legge, ma come ormai avrete capito tutti io e il Simone non è che siamo troppo avvezzi ai social, un po’ se non ci si muove per un infinità di motivi (e sfighe) cosa vi scrivo a fare? E soprattutto di cosa vi scrivo? Ma cosa ancor più vera… a chi gliene potrà mai importare!?

Comunque veniamo a noi: da relazioni e chiacchere varie capiamo che il Monte Bianco è in ottime condizioni, quindi lunedì scorso cerchiamo di organizzarci. Peccato che scopriamo che i due rifugi francesi  d’appoggio per la salita dalla cresta Bosses sono tutti prenotati fino alla fine di settembre.

Beh allora ditelo che chi rema contro al nostro progetto sono quelli della lobby dei rifugisti e gestori impianti di risalita! Per fortuna che una guida amica del Simo ci cede 2 sue prenotazioni al Rif. Testa Rossa ed è cosi che domenica mattina con orario di partenza da gitanti partiamo per Chamonix, dove prendiamo il simpatico trenino a Grimagliera, passeggiamo allegramente fino al Testa Rossa dove ho tenuto sveglia tutta la camerata russando come un facocero.

Partiamo per il nostro tentativo andato in porto con successo. Giornata splendida sotto tutti gli aspetti: bel tempo, bella temperatura, vista spettacolare, tanta gente sì ma senza ressa invivibile, neve in condizioni spettacolari da quando si è cominciato a pestar neve, insomma una gitona veramente appagante.

Unica nota dolente il tratto che dal Testa Rossa porta al ghiacciaio nei pressi del rifugio Gouter, una pietraia immonda dove scende di tutto specialmente nelle ore centrali della giornata, quelle che hanno coinciso con il nostro rientro, così non ci piace più, starai anche salendo il M. Bianco ma i rischi sono troppi e non puoi fare nulla per evitarli se non decidere di non salire, ma comunque chi ci dà una mano dall’alto ha provveduto e così possiamo rientrare alla nostra quotidianità con negli occhi ancora lo splendore della vista dalla cima della montagna più alta dell’Europa, ok restando alla geopolitiche pre-caduta del muro di Berlino, ma da casa nostra, dalle nostre alpi il monte Elbrus è lontanerrimo e poi questa è un’altra storia.

Bistari Bistari

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Un altro weekend di pausa, beh, non per Simone!

Ciao atletoni,

giusto per chi non ci conosce e comincia a dubitare che noi si sia deciso di mollare il nostro progettino, vorrei tranquillizzarvi.
Vabbé che perdiamo funivie e sbagliamo strade, questo è dovuto al fatto che non siamo geni e soprattutto siamo distratti, ed anche se le balle ci girano e ci vergogniamo di dover dire che non siamo riusciti a salire per stupidaggini di questo tipo, noi non abbiamo nessuna intenzione di accantonare questa sfida.

E se questa settimana non ci avete letto e non avete avuto notizie di tentativi di salita è solo dovuto al fatto che Simone lunedì è partito per partecipare al trail 6666 120km e 7000d+, prova di coppa europa di Ultra Trail nella regione dell’Occitania, la gara parte stasera quindi ragazzi tifiamo per il nostro Musazzi Simone.

E state belli morbidi che qui non molla niente nessuno e vedrete che le 22 che ci mancano in qualche maniera le tiriamo insieme.

Puttanega solo 22!!!

Beh noi subiamo la maledizione dello Strahlhorn mica di tutti i 4000…

almeno spero.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Si ritorna in vetta! Il Gran paradiso è l’ottava!

Ciao amici,

oggi siamo saliti sul Gran Paradiso di sfroso, che vuol dire di contrabbando, senza permesso, di nascosto… insomma siamo scappati da tutti i nostri impegni, lavori e responsabilità!

Precisazione dovuta visto che c’è qualcuno che mi ha detto che il monte Gran Paradiso Di Sfroso su google maps non lo ha trovato, inutile che me lo chiedete non vi dirò mai chi è stato (NDR sì, sono stato io, il pirla che cura il blog e i social, mea culpa!).

Comunque ragazzi che gitona, a parte tutto il pippone dell’ottava vetta raggiunta su trenta, qui si parla di una gita sci alpinistica che ne capitano così una ogni tre stagioni, ce la siamo goduta, chiaramente poi le nostre ridolinate le abbiamo combinate anche questa volta, ma oggi non ho voglia di scrivere stupidaggini è stato troppo bello.

p.s. siamo arrivati a una conclusione però qui l’attività piu rischiosa fino ad ora sono i trasferimenti in auto, la notte ad orari da menalatte, al rientro sempre nel traffico e a lottare con il sonno e la stanchezza, pilota cercasi!

Bistari bistari

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Weekend lungo, ma con pausa forzata

Come si avevamo presagito per questa settimana nulla da fare.

E non si può neppure dire che ci sia andata male, visto che non siamo riusciti neppure a muoverci dalle rispettive baite. Ma tra il meteo incerto (e sicuramente in peggioramento) e il non calcolato (erroneamente), ed imprevisto, stop delle funivie a Saas Fee abbiamo dovuto rinunciare e gettare alle ortiche giornate preziose.

Tenendo poi conto che nei prossimi due fine settimana degli impegni lavorativi ci impediranno di muoverci verso l’alto, questa pausa forzata non ci voleva proprio.

Qui la cosa si va complicando, è vero che il salir montagne non è matematica, ma la stagione buona non finisce certo il 31 dicembre , e se penso che ci mancano ancora 23 salite, e mediamente ci occorrerebbero almeno 2 giornate a vetta, se vogliamo mantenere le promesse che ci siamo fatti ad inizio stagione dovremo darci parecchio da fare.

Quindi niente cime, niente foto e niente amati selfie, a questo giro vi dovete accontentare di qualche immagine di repertorio.

Bistari bistari a tutti,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

E questo weekend che si fa?!

Ciao carissimi amici!

Forse in questi giorni avete pensato al nostro silenzio, magari che avessimo avuto qualche problema e/o che già ci eravamo stancati di ricorrere le 30 vette.

Mi dispiace deludere i più pessimisti ma non è proprio così! Oggi che è il giorno del Mezzalama avrei potuto essere sulle pendici del Monte Rosa a tifare gli amici del Team Merelli e dare una mano, come sta facendo il buon Simone.

E magari finiti i passaggi aggiungere la cima al nostro carnet, ma impegni lavorativi mi hanno costretto a starmene a casa. Domani il mio socio ha da fare con una gara di trail di preparazione alla circuito Europee.

Quindi ci rimangono lunedì e martedì sempre che il bel tempo resiste, nella realtà le previsioni dicono che si guasterà già da questa sera ma aspettiamo fiduciosi e positivi. Il programma potrebbe essere di tornare a Saas Fee per tentare lo Strahlorn o dopo verifica delle voci che danno Dòme de Neige des Ecrins in condizioni splendide intraprendere la la prima trasferta transalpina.

Tutto ciò lo scopriremo solo vivendo, state collegati!

 

Natale con i tuoi, Pasqua in vetta

La gita  di sabato ve l’abbiamo già raccontata. Per quanto riguarda la nostra uscita “pasquale” c’è poco da dire. 

Quando ci siamo messi gli sci ai piedi la situazione non era tanto meglio di quella di sabato pomeriggio, ma visto che davanti a noi c’era gente e dietro anche non ci siamo tirati indietro. 

Certo è che di nebbia ne abbiamo mangiata abbastanza, e dubbi sulla traccia da seguire, sia in salita che in discesa, ne abbiamo avuti a mazzi, ma alla fine tutto bene e cima raggiunta con foto con crocifisso.

In tutte queste ore nella nebbia ho pensato alle volte in cui mi ci sono trovato immerso nella mia vita, e mi ricordo quella in Antartide che gli studiati chiamano white-out, dove si confonde il cielo con la terra (che manco c’è). 

Oppure le volte in Himalaya, porca vaccaro, lì se mi perdevo mica ci tornavo a casa, in queste situazioni ti senti maledettamente impotente, tutto troppo bianco, tutto troppo uguale. 

Ma la nebbia che mi ricordo con più piacere era quella che c’era una volta a Cesate, il mio villaggio natale, quando tornando dal catechismo attraversavo il campo che divideva casa mia dal Municipio, ora diventato la piazza del mercato. 

All’epoca c’erano due campi coltivati con in mezzo un sentierino. Quando venivano i nebbioni se mi fermavo al centro non vedevo ne le luci della casa comunale ne quelle di casa mia, e mi piaceva fermarmi lì perché la mia fantasia correva e sognavo che una volta fossi uscito dalla nebbia mi sarei trovato in posti fantasmagorici. Essere in qualsiasi posto del mondo. 

Mi faceva venire i brividi,  non so se di paura o di emozione, ma certo questa cosa che sembra così insignificante mi si è impressa indelebilmente nella mente.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni