Non tutto è andato per il verso giusto, ma si pensa già al 2019

Ciao Amici,

mi riprometto di stare più attento e di curare di più i particolari, come non dimenticare gli scalda piedi, che dopo il contrattempo del 2008 non mi ero mai dimenticato, di trovare con l’aiuto del mio amico Matteo (siamo tutte e 2 di seconda generazione), delle calzette calde per davvero, di pensionare gli scarponi che il Mario mi ha regalato nel 2007 dopo un paio di stagioni che venivano usati da lui, e che mi hanno servito splendidamente,  ma forse oggi sono un po’ datati.

Comunque tutte cazzate, il problema vero è stata la gestione a muzzo della  giornata che avrebbe dovuto portarmi dal c3 al c4, ed èinutile che me la prenda con lo sherpino,era la mia e non la sua spedizione. O tornavo al 3 e risalivo il giorno dopo, o salivo al 4 il giorno dopo, dopo la notte passata tra il 3 e il 4 non dovevo farmi convincere a lasciarlo andare a recuperare l’ossigeno al 4 per scendere, dovevo andare anch’io al 4 e la notte tentare la cima, ma per me che non l’ho mai usato cosa me ne frega se mi manca una bombola per la discesa, invece mi sono fatto prendere dalla sua agitazione, in sintesi sono stato un coglione.

Stavo bene, e una volta rientrati al C2 non avrei dovuto cedere a tutte le scuse per rinunciare al secondo tentativo, dovevo metterci tutte le mie bestemmie invece di lascirami trascinare nell’inedia.

Vabbé, ora basta, ne parliamo l’anno prossimo, sempre che nel frattempo non mi sia divorato tutto il fegato.

Fate i bravi,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni