All posts by Roberto Catti

Diario di viaggio

Come vi abbiamo detto nelle scorse puntate la connessione dati non è il punto forte del Nepal, quindi eccovi un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni:

Domenica primo ottobre, dopo un bel 6 ore di viaggio su una strada per buona parte sterrata, con buche che ricordavano neanche troppo lontanamente le Fosse delle Marianne, su di un pulmann in stile diligenza del Far West, o quantomeno con gli stessi ammortizzatori,  siamo arrivati ad Arket dove abbiamo fatto sosta per la notte.

Lunedì dopo colazione abbiamo iniziato la salita tra case sparse lungo una scalinata infinita e risaie di un verde abbagliante, con un caldo del diavolo e un’umidità vicino al 1000%. Riusciamo comunque ad arrivare e a passare la notte in un’altra scuola ricostruita da poco dagli svizzeri, la sera gli abitanti improvvisano una serata danzante, non proprio vicina ai dettami del folklore nepalese, ma sicuramente molto diverente

Martedì eccoci al gran giorno, arriviamo alla scuola di Thumi tra due ali di alunni che ci metono ghirlande di fiori e ci colorano la faccia di rosso, quindi è il momeno dei soliti sermoni dei politici, quelli uguali in tutto il mondo (sia sermoni che politici), se non inutili per lo meno noiosi. Oh ci hanno pure regalato un diploma di ringraziameno, i bambini hanno cantato e ballato per noi, popolazione e maestri ci hanno straringraziato e quello sì, è stato emozionante e appagante.

Da parte nostra abbiamo apposto le targhedi ricordo a Francesca ed Anna che se ne sono andate anzitempo, sappiamo benissimo che questo gesto simbolico non le farà tornare, e non lenisce il dolore dei loro familiari, ma ci pareva bello ricordarle in un luogo anche se lontano frequentato da ragazzi come loro…

Poi abbiamo preso la via del ritorno…

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

L’ecografo è arrivato sano e salvo a Kalika

Quest’anno ci sono, come avrete capito molto probabilmente dalla mancanza di comunicazioni,  “piccoli problemini” di connessione qui in Nepal.

Comunque eccoci di ritorno dal sopralluogo all’ospedale di Kalika, dove le cose sembra che vadano proprio bene, non posso che dirmi soddisfatto, anche perché l’ecografo è stato super apprezzato e messo immediatamente in funzione, devo ammetterlo, il dottore è proprio in gamba! Il fenomeno si è pure sposato con una delle infermiere, tanti auguri!!!

Abbiamo anche ricevuto i ringraziamenti per l’ecografo da una delegazione femminile, tutto molto bello ed emozionante! La costruzione della strada che risale il fiume verso la capitale Dunai prosegue e sorvoliamo sulle nostre considerazioni quasi esclusivamente emotive e di cuore…

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Con il Lagginhorn siamo a metà dell’opera

Ciao amici,

chiaro che raccontarvi una storia successa il martedì il venerdi successivo non è che sia molto logico, soprattutto in quest’epoca dell’immediatezza estrema, ma così è, non avevo tempo e soprattutto voglia di scrivere, cosa ci volete fare.

Il Lagginhorn, che a quanto si legge sulle guide, è il più anomalo tra tutti i 4000 essendo quello con meno neve e ghiaccio, si è rivelato tutt’altro che noioso: una bella ravanatona in mezzo a una sasera infinita (sasera termine dialettale per indicare un deposito di sassi), senza grandi pericoli ma dove le mani occorre usarle, insomma salita divertente, in più a me ha ricordato tanto le mie salite sud americane di una ventina d’anni fa.

Abbiamo avuto anche un simpatico incontro mentre salivamo, un trentino che prima incrocia Simone (e se la sono raccontata per un po’), poi a me dice “ma io ti conosco“, e io penso che avremo qualche conoscenza comune, invece mi dice “ma sei uno di quei due che vogliono scalare i 30 4000 nell’annata”, e poi ci chiede a che punto siamo (solo a metà), a questo punto lui mi dice che anche lui li sta collezionando e di trovarsi a metà, peccato che la sua metà sia quella di tutti i 4000, con questa salita era alla quarantunesima.

Per questo fine settimana niente salite, ma trasferta per entrambi in suolo Francese, Simo al trail l’Echappée Belle traversé nord 85km con 6200d+ per vedere di arrivare nelle prime posizioni, Io all’Ironman di Vichy per vedere di annaspare nel fondo della classifica. Ma martedì torniamo a salire prima di cominciare a toelettare bovini.

Finalmente altre due vette

Ciao Amici, 

finalmente dopo uno stop non imputabile a nostre responsabilità, ma inutile raccontare sfortune che troppo spesso sembrano scuse, in questo fine settimana io e il Simone siamo tornati a rincorrere il nostro piccolo sogno di arrivare a scalare ste 30 cime, anche se ormai siamo ben consapevoli che la cosa si è fatta davvero complicata.

Venerdì siamo partiti dopo il lavoro per Zinal dove vorremmo tentare di salire il Bishorn in giornata, gita un po’ lungotta ma che dicono sia fattibile, però, giusto per non smentire l’annata no, alle 4 della mattina decidiamo di ritornare a casa con la solita piva nel sacco, il meteo non ci da scampo. Ci siamo dati quindi appuntamento per questa mattina all’apertura degli impianti di risalita ad Alania, vogliamo ritentare di arrivare in cima alla punta Zumstein e della Gnifetti, finlmente il cielo è azzurro e con assenza di vento, io e il Simo raggiungiamo il nostro scopo, per dire la verità con noi anche un sacco di altri alpinistoni, oggi più che una traccia sul ghiacciaio sembrava ci fosse un autostrada, ma poco importa noi ce la siamo goduta ugualmente con o senza l’affollamento. Nei prossimi giorni ci leggerete ancora se non succedono altri imprevisti abbiamo in programma qualche altra salita. 

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni 

Procedono i lavori di ricostruzione della scuola

Ecco finalmente con i giusti tempi nepalesi, Bistari Bistari mica per niente, alcune foto dei lavori di ricostruzione della scuola.

Il mese scorso abbiamo inviato la prima parte del budget per la ricostruzione, di cui 15.000 euro sono il contributo donatoci dall’Associazione Amici di MARIO MERELLI.

Ora attendiamo la fine dei lavori e il benestare per l’invio del saldo del budget; l’operazione dovrebbe concludersi entro il mese di agosto, in maniera da poter organizzare l’inaugurazione della scuola nel periodo a cavallo tra la fine di settembre e la prima decina di ottobre.

Godetevi la galleria fotografica in attesa di nuove immagini!

Punta Vincent, siamo a quota undici

Non è proprio l’anno cari amici

Il vento che non era previsto oltre a disturbare parecchio ha portato una perturbazione in anticipo. Siamo riusciti giusto a non sprecare un altra giornata salendo la punta Vincent che avremmo voluto lasciare come riserva a fine stagione. 

Ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno, va bene così, accontentiamoci dell’undicesima cima fatta, ma soprattutto di un’altra giornata in quota con il mio socio

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni 

Il Weissmies è la decima vetta!

Ciao Amici

Ieri io e il Simo abbiamo fatto la salita del Weissmies, che a detta di tutti è uno dei 4000 con una visuale e un panorama tra i più belli!

Peccato che noi ci siamo fatti tutta la salita, tranne forse 58” nei quali sono riuscito a scattare una foto decente, e anche tutta la discesa nella nebbi. E proprio a fine discesa ecco che le nuvole si diradano ed il cielo diventa spettacolarmente terso, quasi quasi ci veniva voglia di tornare in su!

Vabbé abbiamo fatto anche la decima anche se ci ha lasciato un po’ d’amaro in bocca per non aver capito manco dov’eravamo.

Personalmente la giornata a me ha messo anche un po’ di malinconia per l’Adele (mamma) ma soprattutto per la sua magica crema vegetalumina, che come tutti quelli della mia generazione si ricorderanno era magica per i bernoccoli e visto che se ti dai delle picozzate in fronte i bernoccoli vengono, mamma aiuto!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s.  morbidi non mi son fatto male (molto)

La fortuna è cieca, ma il meteo ci vede benissimo

Questa mattina sul presto lo Zaffa mi manda un messaggio fiducioso:

A volte ritornano e quindi eccoci qui dopo settimane da organizzatori o da atleti (ultimo week end Simo sesto alla Cromanion, lo Zaffa penultimo al Gigathlon) oggi se il meteo tiene si va alla Punta Gnifetti che per me resta una faticata e per l’altro un allenamentino fuori porta

Ma il meteo ha costretto il buon Marco a mandarmi un altro messaggio poco dopo:

Porca troia il meteo si è messo a brutto, non abbiamo manco preso la funivia, torno a far calzette, se ne riparla venerdì. Siamo di coccio torniamo allo Sthalehorn

Quindi teniamo le dita incrociate per questo weekend,
forza ragazzi!

Monte Bianco fatto!

È da un po’ che non ci si legge, ma come ormai avrete capito tutti io e il Simone non è che siamo troppo avvezzi ai social, un po’ se non ci si muove per un infinità di motivi (e sfighe) cosa vi scrivo a fare? E soprattutto di cosa vi scrivo? Ma cosa ancor più vera… a chi gliene potrà mai importare!?

Comunque veniamo a noi: da relazioni e chiacchere varie capiamo che il Monte Bianco è in ottime condizioni, quindi lunedì scorso cerchiamo di organizzarci. Peccato che scopriamo che i due rifugi francesi  d’appoggio per la salita dalla cresta Bosses sono tutti prenotati fino alla fine di settembre.

Beh allora ditelo che chi rema contro al nostro progetto sono quelli della lobby dei rifugisti e gestori impianti di risalita! Per fortuna che una guida amica del Simo ci cede 2 sue prenotazioni al Rif. Testa Rossa ed è cosi che domenica mattina con orario di partenza da gitanti partiamo per Chamonix, dove prendiamo il simpatico trenino a Grimagliera, passeggiamo allegramente fino al Testa Rossa dove ho tenuto sveglia tutta la camerata russando come un facocero.

Partiamo per il nostro tentativo andato in porto con successo. Giornata splendida sotto tutti gli aspetti: bel tempo, bella temperatura, vista spettacolare, tanta gente sì ma senza ressa invivibile, neve in condizioni spettacolari da quando si è cominciato a pestar neve, insomma una gitona veramente appagante.

Unica nota dolente il tratto che dal Testa Rossa porta al ghiacciaio nei pressi del rifugio Gouter, una pietraia immonda dove scende di tutto specialmente nelle ore centrali della giornata, quelle che hanno coinciso con il nostro rientro, così non ci piace più, starai anche salendo il M. Bianco ma i rischi sono troppi e non puoi fare nulla per evitarli se non decidere di non salire, ma comunque chi ci dà una mano dall’alto ha provveduto e così possiamo rientrare alla nostra quotidianità con negli occhi ancora lo splendore della vista dalla cima della montagna più alta dell’Europa, ok restando alla geopolitiche pre-caduta del muro di Berlino, ma da casa nostra, dalle nostre alpi il monte Elbrus è lontanerrimo e poi questa è un’altra storia.

Bistari Bistari

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni