Tag Archives: Marco Zaffaroni

Arrivo a Namche, inizia la fase di acclimatamento

Ciao Amici,

oggi sono in vena di fare il “professorone”, quindi parliamo di acclimatamento, questo grande e oscuro mistero. Sinceramente so che cercare di spiegare questo concetto assolutamente non matematico a chi non è mai stato in quota è un’impresa ardua, ma proviamoci con parole semplici:

salendo di quota si può cominciare a provare spiacevoli sensazioni, come soffrire di mal di testa, nausea e mancanza di respiro, noti anche come i primi sintomi del mal di montagna, per evitare che tutto questo accada è bene procedere per gradi e con calma, salendo quindi pian piano e permettendo così al corpo di adattarsi, o meglio, acclimatarsi, al cambiamento di altitudine.

E’ per questo motivo che ci siamo spostati a Namche, che si trova già abbondantemente oltre i 3000 metri, credo sia attorno ai 3400, e ci si ferma una giornata a far flanella. E visto che questa volta voglio essere diligentissimo il programma di domani consiste in una passeggiata flanella e un buon libro da leggere.

A prestissimo!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s. eccovi qualche scatto da Namche 

Nuvole basse su Lukla

Ciao Amici,

oggi tempo triste e nuvole basse che non fanno proprio venire la voglia di scattare foto, soprattutto a uno che come me già non ne ha.
Dovrei andare a scuola dall’Achille… Si, ok, “Don” Achille, adesso che è parroco e ci tiene all’etichetta: è in gita in toscana con i parrocchiani e manda reportage fotografici da 1000 foto al giorno, io, che sono qui verso il tetto del mondo vi mando tre foto, che oggettivamente fanno pure un po’ cag… voglia di andare in bagno.

All’aereoporto mi aspettava il mio sherpino, bello, simpatico e scandalosamente giovane: 23 anni. Domani, prometto, vi invio una foto.
Oggi quando mi doveva dire che i bidoni e le borse (due e due, vi ricordate la foto di ieri no?) erano ancora Kathmandu e non sarebbero arrivati fino a domani non sapeva come fare (mi ha ricordato Sega quando deve giustificare qualche cazzata delle sue).
E quando io gli ho detto “ok andiamo, speriamo che arrivino domani” senza batter ciglio, lui si è stupito, e mi ha chiesto “non ti arrabbi?”
Ma va’ va’, arrabbiarsi è tempo sprecato, poi qui è così, penso agli esploratori dell’800 e mi dico che quelli con tutta la roba che mi porto io nello zaino e nei bidoni ci sarebbero stati in giro un anno! Esco e vedo i portatori stracarichi con le infradito e penso “e a questi il bagaglio personale chi lo porta?”

Ok ora vado in branda buona notte! A proposito, come faccio senza pigiamino? Morbidi, non ne faccio uso.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s. Giusto per chi ha necessità di localizzarmi sono a Zomphute poco oltre Phakhding al lodge “Everest Hotel”, molto bello e pulito, domani parto per Namche

Atterrato, pronto per la prima notte a Kathmandu

Cari amici,

sono sbarcato in Nepal, precisamente a Kathmandu!

Non ho fatto in tempo a mettere piede in albergo e subito i solleciti eredi di miss Hawley mi hanno schedato. Davvero incredibile, hanno archiviato tutti i dati in un computer e alla fine della fiera posso dire che sanno più loro di quanto ne sappia io delle mie gite Himalayane, che devo dirvi, a me questi curiosoni piacciono.

Mi sono fatto delle penne al pollo nell’affollatissima osteria “la Dolce Vita”, poi sono rientrato in Hotel, invaso da una orda impazzita di coreani, con la curiosità che erano tutti rigorosamente vestiti uguali,  e mi sono infilato in branda, soprattutto perché domani mi attendono complesse trattative diplomatiche per lo sdoganamento dei miei bidoni con tutta l’attrezzatura, quindi dita incrociate!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Nuova direzione, vecchia destinazione: Everest

Ciao Amici!

Lo so che a tanti sembrerà una cosa priva di ogni logica e, soprattutto, che io sia completamente privo di fantasia a ripresentarmi per la terza volta nel giro di quattro anni all’aereoporto, con tutti le mie carabattole, per ritentare di salire l’Everest.

Ma cosa ci volete fare, così è, faccio fatica a spiegarvi cosa mi spinge a ritornarci ancora una volta, ma so che devo tornare.

Negli ultimi giorni stavo leggendo un libro che racconta di esploratori dell’Himalaya, ve la trascrivo qui, non si sa mai che possa aiutarmi a spiegarvi cosa mi porta a tornare verso la cima del tetto del mondo:

“…..è impossibile dare un’idea delle dimensioni dell’Himalaya a chi non ci è mai stato. Non ha senso di parlare di montagne dieci volte più grandi dello Snowdon e due volte più alte del Monte Bianco.  Paragoni con le montagne di casa non possono che sminuire la sua grandeur e qualsiasi tentativo di fornire un metro di paragone non rende giustizia all’effetto di uno scenario così maestoso. Neanche averlo visto è sufficiente. Bisogna sentirlo dentro, con la testa che batte, i polmoni che ispirano a fatica l’aria rarefatta e affilata, i piedi che bruciano, coperti di vesciche. E, allo stesso tempo occorre provare quella sensazione del tutto nuova e bellissima che costituisce il premio, unico nel suo genere, per essere penetrati nelle montagne più alte del mondo: una liberazione dello spirito, un senso autentico di raffinata grandezza , una sensazione anch’essa indescrivibile, che deve essere provata per poter essere compresa a pieno”

Quando uomini e montagne si incontrano – John Keay

Ecco grazie al John sono forse riuscito dopo tanti anni a dare una spiegazione del perché del mio bisogno d’Himalaya, tutto una questione matematica, per un “mono cellulare” come me più in alto vado più piacere trovo.

Fatto un po’ di filosofia torniamo al pratico, spero di riuscire a raccontarvi qualche bella storiella durante la mia gitarella che riesca a farvi sognare e sorridere, chi mi conosce meglio già lo sa, per le immagini non fateci troppo affidamento.

A più tardi per un ciao dall’aereoporto e per iniziare questo “Everest in Stile Gitante 2018”,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Serata benefica pro Kalika – 20 gennaio 2018

Vi aspettiamo numerosi per una serata benefica in favore dell’ospedale di Kalika.

Si parte con una Messa in ricordo dell’amico Mario Merelli, si prosegue con una cena al Meublé Camoscio (ricordate che la prenotazione è gradita!) e poi potrete ascoltare e vedere le avventure alpinistiche del nostro Marco, Zaffa, Zaffaroni!

Vi aspettiamo!

Con il Lagginhorn siamo a metà dell’opera

Ciao amici,

chiaro che raccontarvi una storia successa il martedì il venerdi successivo non è che sia molto logico, soprattutto in quest’epoca dell’immediatezza estrema, ma così è, non avevo tempo e soprattutto voglia di scrivere, cosa ci volete fare.

Il Lagginhorn, che a quanto si legge sulle guide, è il più anomalo tra tutti i 4000 essendo quello con meno neve e ghiaccio, si è rivelato tutt’altro che noioso: una bella ravanatona in mezzo a una sasera infinita (sasera termine dialettale per indicare un deposito di sassi), senza grandi pericoli ma dove le mani occorre usarle, insomma salita divertente, in più a me ha ricordato tanto le mie salite sud americane di una ventina d’anni fa.

Abbiamo avuto anche un simpatico incontro mentre salivamo, un trentino che prima incrocia Simone (e se la sono raccontata per un po’), poi a me dice “ma io ti conosco“, e io penso che avremo qualche conoscenza comune, invece mi dice “ma sei uno di quei due che vogliono scalare i 30 4000 nell’annata”, e poi ci chiede a che punto siamo (solo a metà), a questo punto lui mi dice che anche lui li sta collezionando e di trovarsi a metà, peccato che la sua metà sia quella di tutti i 4000, con questa salita era alla quarantunesima.

Per questo fine settimana niente salite, ma trasferta per entrambi in suolo Francese, Simo al trail l’Echappée Belle traversé nord 85km con 6200d+ per vedere di arrivare nelle prime posizioni, Io all’Ironman di Vichy per vedere di annaspare nel fondo della classifica. Ma martedì torniamo a salire prima di cominciare a toelettare bovini.

Finalmente altre due vette

Ciao Amici, 

finalmente dopo uno stop non imputabile a nostre responsabilità, ma inutile raccontare sfortune che troppo spesso sembrano scuse, in questo fine settimana io e il Simone siamo tornati a rincorrere il nostro piccolo sogno di arrivare a scalare ste 30 cime, anche se ormai siamo ben consapevoli che la cosa si è fatta davvero complicata.

Venerdì siamo partiti dopo il lavoro per Zinal dove vorremmo tentare di salire il Bishorn in giornata, gita un po’ lungotta ma che dicono sia fattibile, però, giusto per non smentire l’annata no, alle 4 della mattina decidiamo di ritornare a casa con la solita piva nel sacco, il meteo non ci da scampo. Ci siamo dati quindi appuntamento per questa mattina all’apertura degli impianti di risalita ad Alania, vogliamo ritentare di arrivare in cima alla punta Zumstein e della Gnifetti, finlmente il cielo è azzurro e con assenza di vento, io e il Simo raggiungiamo il nostro scopo, per dire la verità con noi anche un sacco di altri alpinistoni, oggi più che una traccia sul ghiacciaio sembrava ci fosse un autostrada, ma poco importa noi ce la siamo goduta ugualmente con o senza l’affollamento. Nei prossimi giorni ci leggerete ancora se non succedono altri imprevisti abbiamo in programma qualche altra salita. 

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni 

Punta Vincent, siamo a quota undici

Non è proprio l’anno cari amici

Il vento che non era previsto oltre a disturbare parecchio ha portato una perturbazione in anticipo. Siamo riusciti giusto a non sprecare un altra giornata salendo la punta Vincent che avremmo voluto lasciare come riserva a fine stagione. 

Ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno, va bene così, accontentiamoci dell’undicesima cima fatta, ma soprattutto di un’altra giornata in quota con il mio socio

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni 

Il Weissmies è la decima vetta!

Ciao Amici

Ieri io e il Simo abbiamo fatto la salita del Weissmies, che a detta di tutti è uno dei 4000 con una visuale e un panorama tra i più belli!

Peccato che noi ci siamo fatti tutta la salita, tranne forse 58” nei quali sono riuscito a scattare una foto decente, e anche tutta la discesa nella nebbi. E proprio a fine discesa ecco che le nuvole si diradano ed il cielo diventa spettacolarmente terso, quasi quasi ci veniva voglia di tornare in su!

Vabbé abbiamo fatto anche la decima anche se ci ha lasciato un po’ d’amaro in bocca per non aver capito manco dov’eravamo.

Personalmente la giornata a me ha messo anche un po’ di malinconia per l’Adele (mamma) ma soprattutto per la sua magica crema vegetalumina, che come tutti quelli della mia generazione si ricorderanno era magica per i bernoccoli e visto che se ti dai delle picozzate in fronte i bernoccoli vengono, mamma aiuto!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s.  morbidi non mi son fatto male (molto)

La fortuna è cieca, ma il meteo ci vede benissimo

Questa mattina sul presto lo Zaffa mi manda un messaggio fiducioso:

A volte ritornano e quindi eccoci qui dopo settimane da organizzatori o da atleti (ultimo week end Simo sesto alla Cromanion, lo Zaffa penultimo al Gigathlon) oggi se il meteo tiene si va alla Punta Gnifetti che per me resta una faticata e per l’altro un allenamentino fuori porta

Ma il meteo ha costretto il buon Marco a mandarmi un altro messaggio poco dopo:

Porca troia il meteo si è messo a brutto, non abbiamo manco preso la funivia, torno a far calzette, se ne riparla venerdì. Siamo di coccio torniamo allo Sthalehorn

Quindi teniamo le dita incrociate per questo weekend,
forza ragazzi!