Tag Archives: Marco Zaffaroni

Il programma dei prossimi giorni e i bei tempi andati

Ciao Amici,

oggi sono “da mala anuida” (citazione in laghe antico chiedere a mia sorella per traduzione) quindi zero foto,

Ma cari Amici ecco il programma per le prossime escursioni: domani doccia, il 6/5 campo 2, il 7/5 campo 3 dove faremo la nanna, l’8/5 rientro a campo 2 e lì decidiamo se rientrare al campo base o aspettare le mosse delle spedizioni dei fenomeni e nel caso accodarci per un primo tentativo, visto che inizia il giro userò termine ciclistico: vedo se è il caso di mettermi in scia e cicciare la gomma.

Io i miei infiniti limiti li conosco bene.

Da casa mi giungono notizie di screzi tra grosse spedizioni commerciali, giuro io nella mia tana non mi accorgo di niente

Certo i tempi sono cambiati, che nostalgia di quelle tende men trasformate in osterie con le malboro sul tavolo e grappa a fiumi dove si giocava a carte e si cantava fino a tardi, va bhé sono un bache!!!

Ribadisco per chi non mi conosce che sono astemio e ho smesso di fumare 30 anni fa, ma quella era la mia gente che amava e rispettava la montagna. Oggi, fra Disneyland e Everest, non c’è molta differenza per questi qua.

Fate i belli,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Film e “nonni” più un saluto speciale

Ciao Amici,

Ma secondo voi, se sei praticamente a digiuno di Himalaysmo e sei al CB della montagna più alta del mondo pensando di salirla, che film vai a guardare? Everest!

Non posso scrivere come vorrei definirti perché ci sono dei bambini piccoli che mi seguono ma sei proprio un grandissimo c…

Come diceva il Giacomo al terzo morto ammazzato di un film “ma fam vede un bel film di don biot“, e non perché era uno sporcaccione ma era davvero un non violento dentro.

Nota di colore gli sherpa hanno cominciato a chiamarmi Bache, che porca miseria, tradotto vuol dire Nonno.

Ha voglia adesso Karki ad arrampicarsi sugli specchi dicendo che per loro è un aggettivo legato al rispetto e alla saggezza, sono vecchio c…

Comunque zaffa Bache non suonerebbe neppure male ma devono passare almeno 45/50 anni… Almeno!

Vabbé dai, vado in branda con la bul dell’acqua calda come la nona.

A proposito! Mando un salutone alla 4a della Scuola Primaria Statale “Pia Albini Crespi” di Fiorano al Serio, siamo amici uguale anche se la bandiera non l’ho portata?

Fate i belli,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Libri e ramponi

Ciao Amici,

merendina e lettura più consona ai miei gusti come potete vedere dal report fotografico:

Bello eh Angeli e Demoni, ma non è roba per me. Io leggo qualcosa che mi dia insegnamento o storie in cui mi possa immedesimare. E qui diventa complessa la cosa, usando la scala di giudizio del Giacomo: al ga di gran bei bal quel li

No dai, comunque la voglia di andare a Roma a vedere qualche statua sto libro me l’ha fatta venire.

Ma torniamo a noi, i ramponi sono stati “sequestrati” dagli sherpa, ma so già come finisce, tornano come prima. Ma poco male, uso quelli di riserva o esco dalla tana e vado a bussare a qualche altra spedizione, magari americana visto che ce li hanno di sicuro, anche se la mettono sempre giù di un duro…

Per la cronaca Radio Karki dice che ci sono due spedizioni completamente al femminile, una nepalese e una americana.

Fate i bravi,

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Campo Base, 1, 2 e quasi 3

Ciao Amici,

ecco un piccolo riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni:

il 27 ci siamo infilati nell’Ice Fall che a onor del vero sembra meno impressionante degli anni scorsi, ma comunque di una pericolosità oggettiva elevata con le sue scalette in alluminio e le risalite iperboliche col giumar.

Arrivati al Campo 1 abbiamo montato la tenda, lo sherpino è andato ad approntare il Campo 2 mentre io ho aspettato il resto della carovana.

Arrivano tutti in ordine sparso, facciamo acqua e prepariamo da mangiare. La notte bacchetto un po’ dal freddo, un materassino piccolo con il fatto che sono da solo nella tenda forse non è abbastanza.

Al mattino il resto dei pellegrini si incammina, io attendo il ritorno di Tendi come da accordo. Visto che la cosa si fa lunga smonto la tenda aiutato da Nima, lo sherpa di Giuseppe nel 2008 e nel tragico 2009.

Mi metto in moto e incrocio con Tendi l’unico passaggio tecnico. Fatica e noia a mazzi, ma arriviamo comunque belli pimpanti all’ultima cappella della nostra via crucis,tant’è che mi mangio un bel dal bat!

Proviamo quindi a fare una toccata e fuga al Campo 3, ma Tendi dopo un’ora mi dice di avere un problema agli occhi, quindi ci giriamo e torniamo giù.

Mica che a metà dell’Ice Fall mi si rompe un rampone, Tendi mi vuole dare uno dei suoi… “e no bello, mica li puoi fare tutti tu i personaggi della fiaba, oggi tocca a te il gatto, a me la volpe!“.

Quindi ora il problema restano i ramponi, avessi qui il mio socio Ciccio MacGyver, ma con mio grande dispiacere insiste nel dire che l’alpinismo non è una cosa sua.

Fate i bravi!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Ricordi e legami dal 25 aprile 2015

Ciao Amici,

che genio a non averci pensato prima: il Thuraia se non lo svuoti dai vecchi messaggi nè invia nè riceve.

Ma come faccio a cancellare il primo mio messaggio del 25 aprile 2015 in cui ti dico che sono al C1, sto bene ma di non farmi scrivere che la batteria mi serve, e la tua risposta “ora vado a calcetto quando torno e mi dici di più pubblico”, e la mia immediata risposta  “no pd subito qui è questione di vita o di morte” (esagerato), tu da bravo soldatino mi dai addirittura un altro numero e da quel momento sei sempre stato pronto fino a che non siamo rientrati.

Chi legge interpreti questa storiella come meglio creda, a me tutta sta storia dei social come ben sai non mi piace tanterrimo (se ci fosse qui la Ca mi direbbe che non si può scrivere tanterrimo) ma indiscutibilmente ha creato un legame speciale.

E che don Lorenzo e don Achille e il don Felice (uno dei principali colpevoli della mia passione dell’andar per montagne) mi perdonino l’intercalare.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Siamo al Campo Base dell’Everest

Ciao Amici,

sono arrivato al Campo Base, come avrete già visto dalle prime foto sulla pagina Facebook: Everest in stile gitante.

Ora cerco di tirarmi insieme e riordinare i miei fidati bidoni e organizzare così i materiali da scalata, le cibarie (l’alimentazione è fondamentale) e i libri (anche questi ricoprono un ruolo fondamentale durante la preparazione).

Certo che mi sembra proprio di essere in una delle famose barzellette di Pierino: io con un polacco, un iraniano, un’indiana, un manipolo di nepalesi e sherpa!

Comunque, una volta arrivato al base il tempo si è girato al brutto, e dopo aver pranzato con gli altri personaggi della barzelletta e aver fatto un po’ di ordine, ora mi consolo con le vettovaglie portate da casa: cappuccio nescafé e biscotti all’avena rubati alla Giulietta, arrivati clamorosamente in condizioni perfette, e chiaramente leggendo un buon libro.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Un altro passo verso Campo Base: Dingboche

Ciao Amici,

ieri (vi scrivo con un giorno di ritardo perché come potete immaginare la connessione non è dellemigliori in questi angoli nascosti del globo) sono arrivato Dingboche, proseguendo così il percorso di avvicinamento verso Campo Base.

Qui ho preso accordi con la signora che a costruito il Chorten (paragonabile a una nostra cappella per chi non lo sapesse) che a sua volta ha preso accordi che officerà la Puja (cerimonia religiosa paragonabile a una novena).

In soldoni, io, nel senso della mia testa ma con il coinvolgimento ti piedi, pancia e cuore, ho creduto e pensato che fosse opportuno ricordare il Mario Merelli proprio nei luoghi delle nostre scorribande Himalayane. E quale luogo migliore del campo di Chorten commemorativi di tanti altri Himalaysti partiti anzitempo che si trova a mezz’ora da Lobuche, che a sua volta si trova ad un giorno di distanza dal Campo Base per salire l’Everst?

Oggi apporrò alcune targhe alla memoria di Mario e presenzierò alla Puja in suo onore,
ci sentiamo più tardi per racconti e foto.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Davvero vai a scalare l’Everest?

Ciao amici,

ieri bevevo un ginger tea bello tranquillo a Namche e nel tavolo di fianco al nostro due australiani, che hanno volato con me, si stupiscono quando dico che sono qui per tentare la cima dell’Everest.

La stessa identica situazione si ripete con l’anzianotta neozelandese al museo, e tutti mi apostrofano con quel “really?!” (“davvero!?” per i non anglofoni), che è poi lo stesso davvero che spesso mi sento dire anche a casa, allo rispondo “no, arrivo a 7000” e vengo apostrofato con un bel “ah ecco”.

Cosa posso pensare quindi? Oltre ovviamente a qualche aggettivo/appellativo che non mi sembra carino ripetere in questa sede:

1) devo avere proprio l’aspetto di un anzianotto tutt’altro che sportivo (leggere sfigato)

2) speriamo che tutti sti mena sfiga si sbaglino

3) come avrebbe detto il mio Giacomo “la gente non si pesa ne si misura ma si stima

4) “davvero davvero” me lo dice la Ca quando le dico balle interstellari

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Arrivo a Namche, inizia la fase di acclimatamento

Ciao Amici,

oggi sono in vena di fare il “professorone”, quindi parliamo di acclimatamento, questo grande e oscuro mistero. Sinceramente so che cercare di spiegare questo concetto assolutamente non matematico a chi non è mai stato in quota è un’impresa ardua, ma proviamoci con parole semplici:

salendo di quota si può cominciare a provare spiacevoli sensazioni, come soffrire di mal di testa, nausea e mancanza di respiro, noti anche come i primi sintomi del mal di montagna, per evitare che tutto questo accada è bene procedere per gradi e con calma, salendo quindi pian piano e permettendo così al corpo di adattarsi, o meglio, acclimatarsi, al cambiamento di altitudine.

E’ per questo motivo che ci siamo spostati a Namche, che si trova già abbondantemente oltre i 3000 metri, credo sia attorno ai 3400, e ci si ferma una giornata a far flanella. E visto che questa volta voglio essere diligentissimo il programma di domani consiste in una passeggiata flanella e un buon libro da leggere.

A prestissimo!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s. eccovi qualche scatto da Namche