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Davvero vai a scalare l’Everest?

Ciao amici,

ieri bevevo un ginger tea bello tranquillo a Namche e nel tavolo di fianco al nostro due australiani, che hanno volato con me, si stupiscono quando dico che sono qui per tentare la cima dell’Everest.

La stessa identica situazione si ripete con l’anzianotta neozelandese al museo, e tutti mi apostrofano con quel “really?!” (“davvero!?” per i non anglofoni), che è poi lo stesso davvero che spesso mi sento dire anche a casa, allo rispondo “no, arrivo a 7000” e vengo apostrofato con un bel “ah ecco”.

Cosa posso pensare quindi? Oltre ovviamente a qualche aggettivo/appellativo che non mi sembra carino ripetere in questa sede:

1) devo avere proprio l’aspetto di un anzianotto tutt’altro che sportivo (leggere sfigato)

2) speriamo che tutti sti mena sfiga si sbaglino

3) come avrebbe detto il mio Giacomo “la gente non si pesa ne si misura ma si stima

4) “davvero davvero” me lo dice la Ca quando le dico balle interstellari

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Arrivo a Namche, inizia la fase di acclimatamento

Ciao Amici,

oggi sono in vena di fare il “professorone”, quindi parliamo di acclimatamento, questo grande e oscuro mistero. Sinceramente so che cercare di spiegare questo concetto assolutamente non matematico a chi non è mai stato in quota è un’impresa ardua, ma proviamoci con parole semplici:

salendo di quota si può cominciare a provare spiacevoli sensazioni, come soffrire di mal di testa, nausea e mancanza di respiro, noti anche come i primi sintomi del mal di montagna, per evitare che tutto questo accada è bene procedere per gradi e con calma, salendo quindi pian piano e permettendo così al corpo di adattarsi, o meglio, acclimatarsi, al cambiamento di altitudine.

E’ per questo motivo che ci siamo spostati a Namche, che si trova già abbondantemente oltre i 3000 metri, credo sia attorno ai 3400, e ci si ferma una giornata a far flanella. E visto che questa volta voglio essere diligentissimo il programma di domani consiste in una passeggiata flanella e un buon libro da leggere.

A prestissimo!

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

p.s. eccovi qualche scatto da Namche