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Procedono i lavori di ricostruzione della scuola

Ecco finalmente con i giusti tempi nepalesi, Bistari Bistari mica per niente, alcune foto dei lavori di ricostruzione della scuola.

Il mese scorso abbiamo inviato la prima parte del budget per la ricostruzione, di cui 15.000 euro sono il contributo donatoci dall’Associazione Amici di MARIO MERELLI.

Ora attendiamo la fine dei lavori e il benestare per l’invio del saldo del budget; l’operazione dovrebbe concludersi entro il mese di agosto, in maniera da poter organizzare l’inaugurazione della scuola nel periodo a cavallo tra la fine di settembre e la prima decina di ottobre.

Godetevi la galleria fotografica in attesa di nuove immagini!

Regali di Natale originali e beneficenza con Bistari Bistari Onlus

Ciao a tutti, Natale si avvicina, e la corsa ai regali anche. Avete già organizzato tutto?

Quest’anno potete fare dei regali davvero originali, e non solo, potete fare anche del bene grazie a Bistari Bistari Onlus.

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Come? Facile, venite a trovarci nei nostri mercatini, le date ufficiali al momento sono le seguenti:

27/11/16 Mercatino di Natale delle associazioni di Cesate Biblioteca Comunale

11/12/16 Banchetti sui sagrati delle 2 chiese di Cesate

18/12/16 Mercatino Cesate per Cesate

18/12/16 Mercatino di Natale solidale Solbiate Arno (Va)

Segnatevi bene queste date, probabilmente ne arriveranno altre, ma per non sapere ne leggere ne scrivere meglio accaparrarsi qualche regalo originale in queste quattro date visto che il Natale è ormai alle porte.

Ai nostri mercatini potete trovare i classici panettoni e pandori, ma soprattutto vere chicche nepalesi come le bandiere della preghiera e gli incensi.

Il “must have” resta comunque il calendario, con immagini mozzafiato e citazioni che vi terranno compagnia per tutto il 2017.

E ricordatevi che i denari spesi alle noste bancarelle andranno spesi per il sostentamento dell’ospedale di Kalika e per la ricostruzione della scuola in Nepal.

Vi aspettiamo numerosi!

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Si torna in Italia, ma con ottime speranze per i nostri progetti

Ecco ed anche questa volta torniamo a casa, dalla nostra gitarella in Nepal.
Oggi come non mai contenti di quello che abbiamo visto e per le prospettive di sviluppi futuri dei nostri progetti.

Sul volo di ritorno, nel vassoio della colazione, ho trovato un sacchettino con una mela bella succulenta già tagliata a spicchi. La mia mente è corsa subito ad alcuni giorni fa lungo i sentieri del Dolpo, quando con Francesco abbiamo aiutato una ragazzina a rialzarsi dopo una caduta, dovuta un po’ al sentiero accidentato, ma la causa maggiore è stata sicuramente quel suo gerlo sovraccarico proprio di mele.

Lei per ringraziarci ci ha regalato due belle mele, che poi nella realtà non si sono rivelate poi un granché. Oggi però addentando le succulentissime mele porzionate e inpacchettate dal signore “che dice di sì, solo se vuole lui”, quella mela dal sapore così così, accompagnata dal bel sorriso della ragazzina Nepalese, è diventata la mela più buona del mondo modiale.

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Ehi morbidi! Non ho voluto fare lezioni di morale o che altro, vi ho solo voluto raccontare un episodio accadutoci durante il viaggio, poi ognuno ne faccia quello che vuole.

Ringraziando voi che ci avete seguito e soprattutto chi ci ha aiutato nell’utilizzo dei moderni mezzi di comunicazione, a me sempre ostici, vi rimando a future girate.

Marco

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Il giro di sopralluoghi è finito

Ehi bella gente! Come avrete intuito dalle foto fresche, fresche siamo rientrati a Katmandu dove abbiamo a disposizione un “ottimo” WIFI.

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E credetemi che è un miracolo che siamo qui, il viaggio di rientro sul bolide (vedete foto qua sopra) ci è costato come minimo queisei o sette anni di vita. Se questi nepalesi venissero a guidare così da noi dopo neanche dieci minuti vedrebbero la loro bellissima patente ridotta a coriandoli per carnevale!

Domani abbiamo in programma le ultime chiacchere con Parajuli, il nostro factotum sul posto, un po’ di turismo un pizzico di meritato cazzeggio visto che domenica sarà già ora di rientrare.

Marco

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Oggi siamo tornati a scuola

Ehilà simpatici guasconi! Noi nel frattempo siamo arrivati al sito dove verrà ricostruita la scuola distrutta dal terremoto.

Ci hanno riservato un’accoglienza esagerata, a un certo punto pensavamo di morire soffocati sotto quintali e quintali di collane di fiori e sciarpe che gli autoctoni ci hanno regalato e fatto indossare al nostro arrivo.

Poi abbiamo assistito ai soliti discorsoni dal pulpito, modello campagna elettorale. Ne abbiamo capito granpoco ma fa lo stesso. La cosa importante è che tra qualche giorno si comincino i lavori veri e propri, e che nel giro di sei mesi circa, questi diligentissimi studentelli, abbiano una scuola degna di questo nome.

Domani torneremo a Katmandu e proveremo a mandare un reportage fotografico di un certo spessore.

Per oggi accontentatevi ancora delle foto di reportorio.

Marco

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Dopo ore di strade disastrate è il momento di passeggiare

Nonostante le tendenze suicide del nostro autista e le strade completamente dissestate che avvolgono il bellissimo Nepal siamo riusciti ad arrivare ad Arket.

Ci sono volute sei ore e mezza, in cui ci è sembrato di stare in una lavatrice, ma l’importante è essere arrivati alla destinazione. Che poi destinazione manco è, visto che per arrivare a Thumi ci aspetta una passeggiatina in salita di quattro ore circa.

Lì sembra che ci stiano aspettando insegnanti e alunni, e speriamo vivamente che non sia per riempirci di botte

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A Kalika abbiamo conosciuto un nuovo medico pieno di speranze

Siamo a Katmandu e quindi eccovi alcune foto fresche, fresche da Kalika e dalla nostra camminata nel Dolpo.

Ma prima veniamo alle presentazioni, come detto nei giorni scorsi abbiamo conosciuto il nuovo giovane e rampante medico. Purtroppo il nome è impronunciabile, e come mi capirete anche molto difficile da scrivere. Sempre che si possa scrivere!

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Il giovane comunque si è laureato e poi specializzato in rianimazione a Kiev (sì, in Ucraina!), ha 28 anni e una gran voglia di fare. Oltretutto ha le idee molto chiare, ha ripulito e risistemato i locali dell’ambulatorio, del laboratorio e della farmacia in maniera impeccabile, ma soprattutto impensabile per gli standard nepalesi.

Ora il nostro compito è quello di non fargli svanire l’entusiasmo. Ci ha chiesto un apparecchio per le radiografie e uno per gli ultrasuoni, e noi cercheremo assolutamente di accontentarlo!

Per quanto riguarda la nostra gita, come già detto, siamo arrivati a Katmandu questa mattina, mentre domani cominceremo ad avvicinarci a Thumi in auto, mentre il giorno successivo dovremmo arrivare sul posto per incontrare professori e studenti della scuola.

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Ieri Kalika, oggi Jupal e domani Katmandu

A causa di problemi tecnici con i voli siamo stati costretti a ripartire in fretta e furia da Kalika, quindi oggi siamo già tornati a Jupal.

Nonostane il poco tempo trascorso nell’ospedale di Kalika possiamo tranquillamente ammettere di essere soddisfatti, perché nel tempo trascorso nella struttura, sia io che i miei compagni di viaggio abbiamo avuto davvero un’ottima impressione, quindi abbiamo lasciato Kalika positivi come non mai.

Domani arriviamo a Katmandu, e da lì riuscirò a mandarvi delle foto aggiornate e non dovrete accontentarvi di quelle di repertorio.

Marco

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Nuove strade e nuovi dottori. Eccoci a Kalika

Scusate le 24 ore di assenza, ma dove ci siamo fermati a dormire durante il tragitto per Kalika non c’è campo. Ma in compenso hanno la televisione… Stranezze nepalesi!

Comunque poco prima dell’imbrunire siamo arrivati a Kalika, dove abbiamo incontrato il nuovo medico giovane e attivissimo, che ha preso il posto dell’altro che ha invece deciso di tornare alla vita accademica riaprendo i libri per studiare ancora.

Con l’arrivo di questo giovinastro (28 anni per lui) sembra essere arrivata una ventata di rinnovamento. Anche se vogliamo vederlo all’opera prima di fargli troppi complimenti.

Un’altra bella novità è che la strada carrozzabile ora arriva sino a Triban, il villaggio che si trova all’attacco della valle per Kalika, e da qui andrà verso . Che dire, queste sono svolte epocali che ci fanno sperare in bene, ma ci fanno anche capire che siamo invecchiati!img_0575