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Diario di viaggio

Come vi abbiamo detto nelle scorse puntate la connessione dati non è il punto forte del Nepal, quindi eccovi un riassunto di quello che è successo negli ultimi giorni:

Domenica primo ottobre, dopo un bel 6 ore di viaggio su una strada per buona parte sterrata, con buche che ricordavano neanche troppo lontanamente le Fosse delle Marianne, su di un pulmann in stile diligenza del Far West, o quantomeno con gli stessi ammortizzatori,  siamo arrivati ad Arket dove abbiamo fatto sosta per la notte.

Lunedì dopo colazione abbiamo iniziato la salita tra case sparse lungo una scalinata infinita e risaie di un verde abbagliante, con un caldo del diavolo e un’umidità vicino al 1000%. Riusciamo comunque ad arrivare e a passare la notte in un’altra scuola ricostruita da poco dagli svizzeri, la sera gli abitanti improvvisano una serata danzante, non proprio vicina ai dettami del folklore nepalese, ma sicuramente molto diverente

Martedì eccoci al gran giorno, arriviamo alla scuola di Thumi tra due ali di alunni che ci metono ghirlande di fiori e ci colorano la faccia di rosso, quindi è il momeno dei soliti sermoni dei politici, quelli uguali in tutto il mondo (sia sermoni che politici), se non inutili per lo meno noiosi. Oh ci hanno pure regalato un diploma di ringraziameno, i bambini hanno cantato e ballato per noi, popolazione e maestri ci hanno straringraziato e quello sì, è stato emozionante e appagante.

Da parte nostra abbiamo apposto le targhedi ricordo a Francesca ed Anna che se ne sono andate anzitempo, sappiamo benissimo che questo gesto simbolico non le farà tornare, e non lenisce il dolore dei loro familiari, ma ci pareva bello ricordarle in un luogo anche se lontano frequentato da ragazzi come loro…

Poi abbiamo preso la via del ritorno…

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Procedono i lavori di ricostruzione della scuola

Ecco finalmente con i giusti tempi nepalesi, Bistari Bistari mica per niente, alcune foto dei lavori di ricostruzione della scuola.

Il mese scorso abbiamo inviato la prima parte del budget per la ricostruzione, di cui 15.000 euro sono il contributo donatoci dall’Associazione Amici di MARIO MERELLI.

Ora attendiamo la fine dei lavori e il benestare per l’invio del saldo del budget; l’operazione dovrebbe concludersi entro il mese di agosto, in maniera da poter organizzare l’inaugurazione della scuola nel periodo a cavallo tra la fine di settembre e la prima decina di ottobre.

Godetevi la galleria fotografica in attesa di nuove immagini!

Il giro di sopralluoghi è finito

Ehi bella gente! Come avrete intuito dalle foto fresche, fresche siamo rientrati a Katmandu dove abbiamo a disposizione un “ottimo” WIFI.

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E credetemi che è un miracolo che siamo qui, il viaggio di rientro sul bolide (vedete foto qua sopra) ci è costato come minimo queisei o sette anni di vita. Se questi nepalesi venissero a guidare così da noi dopo neanche dieci minuti vedrebbero la loro bellissima patente ridotta a coriandoli per carnevale!

Domani abbiamo in programma le ultime chiacchere con Parajuli, il nostro factotum sul posto, un po’ di turismo un pizzico di meritato cazzeggio visto che domenica sarà già ora di rientrare.

Marco

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Oggi siamo tornati a scuola

Ehilà simpatici guasconi! Noi nel frattempo siamo arrivati al sito dove verrà ricostruita la scuola distrutta dal terremoto.

Ci hanno riservato un’accoglienza esagerata, a un certo punto pensavamo di morire soffocati sotto quintali e quintali di collane di fiori e sciarpe che gli autoctoni ci hanno regalato e fatto indossare al nostro arrivo.

Poi abbiamo assistito ai soliti discorsoni dal pulpito, modello campagna elettorale. Ne abbiamo capito granpoco ma fa lo stesso. La cosa importante è che tra qualche giorno si comincino i lavori veri e propri, e che nel giro di sei mesi circa, questi diligentissimi studentelli, abbiano una scuola degna di questo nome.

Domani torneremo a Katmandu e proveremo a mandare un reportage fotografico di un certo spessore.

Per oggi accontentatevi ancora delle foto di reportorio.

Marco

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Dopo ore di strade disastrate è il momento di passeggiare

Nonostante le tendenze suicide del nostro autista e le strade completamente dissestate che avvolgono il bellissimo Nepal siamo riusciti ad arrivare ad Arket.

Ci sono volute sei ore e mezza, in cui ci è sembrato di stare in una lavatrice, ma l’importante è essere arrivati alla destinazione. Che poi destinazione manco è, visto che per arrivare a Thumi ci aspetta una passeggiatina in salita di quattro ore circa.

Lì sembra che ci stiano aspettando insegnanti e alunni, e speriamo vivamente che non sia per riempirci di botte

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Bistari Bistari, piano piano, inizia anche l’avventura del sito

Non potevo certo evitare di essere io a scrivere le prime righe del sito della Bistari Bistari… in fondo, da quella lontana sera in pizzeria a Kathmandu dove ha avuto inizio questa bella avventura, mio malgrado io ci sono sempre stato.

Non nego, però, che avrei preferito scrivere a quattro mani questo messaggio iniziale. Ma così non è (porca miseria): il Mario se la sta godendo nel paradiso degli alpinisti!

Da quella pizza a Kat ad oggi sono successe tante cose, e dalle quattro balle intorno ad un tavolo si è passati alle cose concrete: da un progetto campato in aria a quello sulla carta e poi a quello in muratura; dal “ci vuole un medico sempre presente” a 5 operatori in loco costantemente; da un numero stimato di possibili fruitori ad un numero assai maggiore a qualsiasi aspettativa e di difficile calcolo; dall’appoggiarci ad un’Associazione grande, con progetti di sostentamento e sviluppo in tutto il mondo, alla costituzione della nostra piccola associazione

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… e al progetto di costruzione e gestione di un ospedale si è ora aggiunto anche quello della ricostruzione di una scuola crollata nel terremoto del 2015…

… e oggi, dopo una lunga genesi, abbiamo anche un sito con il quale speriamo di riuscire a darvi notizie del nostro operato, ma anche del vostro, visto che se state leggendo siete per lo meno interessati; cercheremo di essere il più possibile puntuali nell’informarvi sugli sviluppi dei progetti, dandovi notizie sulle iniziative volte a farci conoscere e a raccogliere gli indispensabili fondi.

Personalmente spero, soprattutto, di ricreare una bella tavolata, anche se solo virtuale, come quella sera in pizzeria a Kathmandu, dove poter fare sogni ad occhi aperti su progetti d’aiuto e… perché no, di belle salite Himalayane, come facevamo io e il Merelli.

Marco

zaffa