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Everesting in scialpinismo a Lizzola – Pensieri pre partenza

A me il calcinculo e l’autoscontro dei miei tempi, quando le giostre erano giostre e non parchi a tema, non sono mai piaciuti, mi hanno sempre messo a disagio e quando ero lì ho sempre provato un senso di inadeguatezza ed evitavo, pur restando affascinato dalla vita nomade del giostraio e del circense.

Vi ho raccontato questo perché quando mi accingo a partire per un everesting mi sembra un po’ di essere alle giostre, con l’unica differenza che oltre a salirci sulla giostra la devo anche far girare, il senso di inadeguatezza mi assale io mica sono un atletone da fare certe cose, anzi non lo sono proprio un atleta e i gitanti non dovrebbero farle certe cose. Ma poi salto sulla giostra e quel su e giù mi prende ed entro in uno stato di semi-incoscienza e mi lascio portare fin che ho la forza di far girare la giostra, chiaro che io manco ci penso a prendere il fiocco per il giro gratuito.

Passo ora a darvi le ultime notizie e gli ultimi ragguagli sull’ultima, si credeteci, delle nostre gite Everesting, non faremo più 13 salite dalla biglietteria al Rifugio Mirtillo ma solo 20 dal Campel al sopracitato Mirtillo, e visto le condizioni fisiche e di preparazione del gitante si preferisce anticipare la partenza alle 3 AM.

Già sapete che di eroi non ce ne sono e l’Everesting lo faremo in qualsiasi caso, ma è anche vero che ci teniamo tanto a sensibilizzarvi e invitarvi alla donazione per poter permettere la sopravvivenza del nostro ospedale di Kalika, donazione facile e veloce su GoFundMe cliccando QUI.

Come anche sapete ormai tutti che non è un caso che queste giostre si cerca di farle girare a Lizzola e Valbondione, a casa di chi ha fortemente voluto la nascita della Bistari Bistari Onlus, e chi vi scrive non vi nega che avrebbe preferito preparare i bidoni del cargo per l’imminente spedizione invece che mettere le pelli sotto i suoi sci per commemorare il decimo anno della sua partenza.

Mario l’unico capo spedizione sei tu.

Devo ringraziare in anticipo la società di gestione degli impianti e i 3 rifugi di Lizzola per la loro disponibilità.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Everesting in scialpinismo – Lizzola

Ciao amici!

Se vi sono mancate le avventure del nostro Zaffa abbiamo buone notizie per voi!
Sabato 26 marzo Marco proverà l’ultimo everesting della serie dei 5.
Per rinfrescarvi la memoria, sempre con lo scopo di raccogliere fondi per Bistari Bistari Onlus sensibilizzando il pubblico a donare, lo Zaffa ha completato fino ad ora 4 everesting.
In bici, in skiroll, di corsa e sui rulli (bici virtuale).

Nel weekend del 26 marzo sarà il turno di una specialità diversa, lo scialpinismo. Quindi, con sci e pelli, lo Zaffa proverà a coprire gli 8848 metri di dislivello di sua maestà Everest ripetendo 13 volte il segmento dalla biglietteria degli impianti sciistici di Lizzola fino al Rifugio Mirtillo.

L’obiettivo sarà quello di rimanere sotto le 24 ore, con la partenza fissata alle 5 di mattina.
Se volete fare qualche salita con lo Zaffa o quattro chiacchiere al Rifugio Mirtillo siete benvenuti!
Per le donazioni abbiamo lanciato la campagna GoFundMe 2022: https://gofund.me/df4d04ba

Vi aspettiamo numerosi e generosi!

Pensieri post Everesting

Poco da dire, anzi da dire ce ne sarebbe fin troppo ma chi la sa più lunga di me dice che sui social occorre essere stringati e quindi stringati saremo.
Bella gita, magari un po’ lunghina ma bella gita. Ho fatto bene a decidere di tentare il nostro Everesting su questa salita, le sensazioni che ho sentito e provato mi ricordavano tanto le salite Himalayane con “Mario”, lui davanti a 1000 km/h, io dietro ad arrancare alla velocità del bradipo e qui uguale: Ciccio e la Fede che pronti via, dopo aver pazientato sulla prima salita, già
nella prima delle 24 discese, mi salutano e si involano a chiudere la loro performance un’eternità prima di me.

Ma non è importante, oggi come allora, questa come le salite con il Mario non sono le gite dell’oratorio del Don Felice ma, con le dovute proporzioni e il dovuto rispetto per gli atleti veri, sono delle prestazioni sportive e non ci si aspetta, ognuno al suo passo ognuno con le sue capacità.

Anche questa è condivisione anche questa è complicità. Noi sapevamo e sappiamo di aver fatto qualcosa insieme non c’era e non c’è bisogno di dirci nulla non ci sono spiegazioni da darci lo sport è anche questo, noi sappiamo e sapevamo che nel momento della necessità il socio c’è e ci sarebbe stato.

Piccolo episodio ma fondamentale per la riuscita della nostra gita e spiegare la filosofia del fare e non del dire; incroci il Dino (n.d.r. fratello del Mario) che torna da una gita per funghi.
Mi redarguisce per non avergli spiegato bene cosa stavo andando a fare che avrebbe organizzato una squadra di supporto e assistenza con i fiocchi, cerco di scusarmi e spiegare che volevo fare una cosa con un profilo basso un po’ intima, lui forse capisce e mi saluta, 10’ dopo si mette a piovere e poco dopo mi vedo sfrecciare il suo fiorino a super velocità. Quando
arrivo in cima alla salita cosa trovo? Il portone dell’hotel Camoscio aperto, solo per noi, per aiutarci ad avere un riparo dalla pioggia una volta finita la salita.

Porca miseria quanto mi mancava questo senso di campo base, troppo bello davvero, grazie Dino.
Concludendo: braverrimi ai miei due compagni di performance che di buon grado mi assecondano sempre quando propongo questo tipo di s……
Un grazie di cuore per la pazienza ad averci aspettato accudito e assecondato a Rosy e Sega, che continua a non capire perché occorre fare tutta sta fatica nella vita, ma è giovane e forse capirà.
Mio padre non lo ha mai capito ma come faceva lui, anche Sega tollera e asseconda.

Grazie a Marco, Paola e Annalisa che sono arrivati in piena notte a incitarci anche se qualcuno la mattina avrebbe dovuto lavorare.
Un appunto agli amici australiani noi non siamo “hard bastard”, ma morbidi sognatori.
Una nota triste: ragazzi io faccio fatica a “sbiottarmi” per voi, la vita social non è roba per me, per me queste medaglie non sono cose che devo appuntarmi alla giacca, sono momenti miei intimi e se ve ne parlo è per sensibilizzarvi e ricordarvi che quest’anno Bistari Bistari è messa male, qui ci va della sopravvivenza del Kalika Family hospital. Porca miseria neppure una donazione su gofundme, ma allora sbagliamo qualcosa?

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Eversting a Lizzola – 19 settembre 2020

In una lettera aperta il nostro Zaffa ci ha spiegato cosa è l’Everesting e perché ha scelto Lizzola come scenario per questa “gita”.

Oggi vi confermiamo che l’evento sarà il 19 settembre, partenza all’alba e via, su e giù per la salita Valbondione – Lizzola per 25 volte per un totale stimato di 260km totali di bici e, ovviamente, 8848 metri di dislivello positivo, l’altezza di sua maestà Everest.

L’obiettivo è sempre quello di sensibilizzare le persone a donare con un click alla nostra campagna su Go Fund Me per coprire i costi di mantenimento del Kalika Family Hospital.

Everesting a Lizzola

Personalmente sono sempre stato attirato e incuriosito da queste sfide dell’assolutamente inutile, dove sostanzialmente si fa fatica solo ed esclusivamente per il piacere di farlo.

Poco importa se tutte le volte che mi cimento in queste imprese, l’unica cosa che si nota è che a me proprio mancano un po’ di capacità atletiche, insomma non sono fatto per le attività fisiche sportive, ma, più me ne rendo conto, più mi ci accanisco. E se qualche australiano si inventa una sfida in cui si devono raggiungere gli 8848 m di dislivello positivo, ripetendo più e più volte la medesima salita in bicicletta, vuoi che io non accetti il guanto di sfida?

Ma dove compiere questa gita da criceto? Ci ho pensato un pochino ed ecco la salita adatta: Valbondione – Lizzola per, presuppongo, 25 volte. Quante volte ho fatto questa salita per andare dal Mario a progettare e organizzare delle spedizioni su degli 8000 (quelli veri), quante volte ho fatto questa salita per pianificare il nostro impegno nella costruzione e mantenimento dell’ospedale di Kalika e quante volte ormai salgo a Lizzola per commemorare il Merelli, alpinista ed esempio di vita per tutti, complice per me.

C’è sicuramente modo migliore per ricordare lui e il nostro impegno a Kalika, ma per me questi 8848 m di dislivello positivo da pedalare lo sono sicuramente, anche se per dirla tutta forse farò il mio Everesting proprio qui, perché so che lui e i nostri ricordi mi daranno sicuramente una mano a finire sta gita.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni