Pensieri finali da Kathmandu

È arrivato il tempo dei saluti per il nostro Zaffa e l’allegra comitiva, ecco un piccolo pensiero finale all’arrivederci al Nepal e a Kalika:

Siamo a Kathmandu e domani torniamo, io già mi sono fatto violenza a basta a scrivere ed inviare foto del sopralluogo quindi qui le trasmissioni si interrompono.

Erano ben sei anni che non tornavo a Kalika e sicuramente le cose sono cambiate già dal fatto che più o meno ci si arriva in auto.
L’ospedale funziona a pieno regime, il dottore è un giovinastro in gamba e il resto della combriccola non molla. Si le cose non vanno male, l’ospedale è davvero attivo e l’abbiamo constatato nei tre giorni della nostra permanenza.

Sembra che cominci ad esserci un certo dialogo anche con le autorità locali, il nuovo sindaco è amico a me.

Tutto bello ma qui il budget occorre raccimolarlo e 55000 € tutti gli anni non sono semplici da raccogliere, io faccio fatica a chiedere, e sono sempre rimproverato da chi mi sta vicino, ma sono fatto così.
Una cosa però che mi un fastidio porco, sono quelli che mi chiedono cosa ci costa mantenere l’ospedale, glielo dici commentano con un “pensavo di più” e boia se una volta metto la mano nella tasca posteriore delle braghe. Io non ti chiedo niente ma te non venire qui a fare il ganassa. A parte gli sfoghi personali e per chi a voglia e piacere vi mando un’ultima foto, l’accordo con lo chef della comunità: a loro il pavimento nuovo a noi le suppellettili.

E per i più arditi sappiate che si vocifera che entro sei mesi arrivi l’elettricità, a quel punto perché non provare davvero a portare la macchina per i raggi x.
E con questo sermone da venditore di sciroppo miracoloso del far west saluto voi e mi eclisso dai social, che saranno belli e comodi ma io ne faccio volentieri a meno.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

 

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