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A volte ritornano

Un tempo, prima che nascesse Bistari Bistari, c’era La Goccia onlus a cui io e Mario ci siamo rivolti per essere aiutati finanziariamente a realizzare il nostro sogno, alla Fitzcarraldo, di costruire un ospedale là dove non c’era, dove tra l’altro manco c’erano le strade ma era lì che andava costruito.

In quella occasione è stato bello vedere che gente estremamente diversa a noi ci dava fiducia e ci lasciava agire e, così grazie ai loro soldi e alla loro fiducia, il nostro Kalika family Hospital è nato.

Passati i canonici 5 anni, prorogati a 7, come da statuto, La Goccia deve cedere il progetto a qualcun altro che se ne prenda cura, gioco forza che quel qualcuno fossimo noi, ed è cosi che nasce Bistari Bistari Onlus.
In tutto ciò tra le due associazione è sempre rimasto un clima di fiducia e collaborazione.

Devo ammettere però che sono rimasto piacevolmente stupito quando alcuni giorni dopo il nostro Everesting ricevo la telefonata del mio amico Ernesto (presidente de La Goccia) che mi dice:
Uno dei miei ragazzi ha seguito la biciclettata che avete fatto sabato per l’ospedale complimenti bella iniziativa, ma mi dice che quest’anno fate fatica a coprire il budget annuo, se non vi offendete vi diamo una mano noi; poi ti dico l’entità del bonifico”.

Grazie amici, grazie La Goccia un bonifico di diecimila euro sono per noi davvero la manna che cade dal cielo, e per tutti una lezione di condivisione e solidarietà che va oltre a tutto.

Un ma però c’è: Ernesto quando parli a noi dell’Everesting chiamandolo “biciclettata” problemi non ce n’è, anzi dai la definizione più giusta e con il profilo esatto, ma non farlo mai con chi ci crede, potrebbe nascerne una crisi interplanetaria.

I ciclisti che razza strana…

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

alta via monti lariani alba

L’Alta Via, ma non troppo, dei Monti Lariani

Va che quella di GoFundMe è un’invenzione davvero che spacca. Soprattutto perché aiuta piccoli gruppi come Bistari Bistari a realizzare i loro sogni solidali.
Ma la cosa bella e comoda per me è che mi permette di realizzare tutti le stupidaggini che mi passano per la testa senza dovere impazzire per rispondere al tormentone del: “Perché lo fai?

Grazie a Go Fund Me e a Bistari Bistari ora la risposta è pronta, cotta e servita, vera e sotto gli occhi di tutti:
Lo faccio per raccogliere i denari per finanziare i progetti di Piano Piano”.

Nel mio peregrinare per sentieri Nepalesi, che sia per raggiungere Kalika o i campi base delle montagne, mi sono scoperto sempre più spesso a pensare alle montagne del “mio” lago, a quante affinità ho trovato tra questi luoghi, questi villaggi, questa gente e quelli del Lario. E’ cosi che si è sviluppato il sogno di percorrere tutto il sentiero che porta da Cernobbio a Sorico e poi mica è colpa mia se non posso fare a meno di accettare sempre sfide e, se non ce ne sono, di inventarmele.

Cosa c’è di più bello se non fare, quello che gli altri fanno in 5 giorni, in un colpo solo tutta d’un fiato.
Poi cosa posso farci se trovo sempre qualcuno che mi vuole bene e che decide di condividere queste gitarelle con me che, per piacere, per provare, per respirare, per sporcarsi con le sensazioni che dà portare la fatica un pochino oltre il comune senso del pudore?

Sinceramente per fortuna che avevamo una bella relazione cartacea, buone tracce gps e un pochino sapevo dove stavamo andando se no, mi sa che dovevate venirci a riprendere in Ticino.

Facendo una manata di conti con Roberto e il Simone si pensava che presumibilmente si potesse metterci intorno alle 30 ore (pura teoria) e alla resa dei conti abbiamo fatto fatica a stare sotto le 40.

Partiti subito in salita da Cernobbio in piena notte siamo andati anche veloci, almeno per quanto mi riguarda e dopo avere visto la prima alba arriviamo all’appuntamento con la nostra assistenza.
Ma da lì in avanti per me è stata una Caporetto, una ritirata di Russia, faticato anche semplicemente a deambulare figurarsi a correre.

Ora a bocce ferme mi spiace aver fatto perder tempo e aver annoiato i miei compagni ma…
E’ vero avete ragione non ero allenato, o forse troppo allenato, ultimamente ho fatto troppe cose lunghe, non ero riposato, non dormo… ok ragazzi crocifiggetemi.

Ma martedì 29 settembre per me era arrivato il momento di fare in senso inverso il viaggio che mia nonna Riella poco più di un secolo fa ha fatto in compagnia di una vacca alla capezza per venire a sposare l’Enrico qui in pianura. Era arrivato il momento di appagare la vista e il cuore
con i paesaggi che si godono solo in questo angolo di mondo, era arrivato il momento di passare vicino a queste baite che tanto assomigliano alle case delle valli Nepalesi, era il momento di emozionarmi aspettando che da una di quelle porte uscisse il Giacomo a snocciolare i suoi proverbi che sono vere perle di saggezza.

Scusatemi questa volta più di tutte le altre, la mia è stata tutto tranne che un’impresa sportiva, una caporetto, una ritirata di Russia chiamatela come volete ma io questa volta non c’ero, ero in un mondo parallelo fatto di ricordi popolato dalla gente che mi ha aiutato a diventare quello che sono.

Ora voglio ringraziare voi che mi leggete e aiutate concretamente nei progetti Bistari.
Voglio ringraziare Simone per la pazienza di aver aspettato un ronzino, lui che è un cavallo di razza, il Roberto Catti che neppure sa quanto è importante per la sopravvivenza di Bistari Bistari con cui ho condiviso micro sonni da 7 minuti ma di un’intensità che valgono un sonno da 12
ore, la Giulia che ci ha accudito per tutta una notte di difficile orientamento a pascolo nei simpatici castagneti.
E un grazie particolare lo devo a Roberto “Panta” Pantalone, che ci ha assistito e supportato per 2 giornate impegnative, e che quando l’ho chiamato per farci assistenza mi ha apostrofato con queste parole “quando partiamo per la tua ultima fantastica Cazzata che ti sei inventato?”.

Morbidi ragazzi Cazzate nel cassetto ce ne sono ancora lasciatemi il tempo di tirarmi un pò insieme e ritagliare il tempo necessario per agire.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Alta Via dei Monti Lariani

La situazione Covid-19 ci ha reso impossibile organizzare le nostre consuete raccolte fondi per diversi mesi.
Ad oggi stiamo facendo il possibile per rimettere la nostra onlus sui binari giusti e assicurare il budget per mantenere il Kalika Family Hospital, che fornisce un servizio sanitario cruciale nella regione del Dolpo, la più povera del Nepal.

In quest’ottica abbiamo deciso di reinventare i nostri eventi e di puntare su “sfide” sportive. “Sfide” lo mettiamo tra virgolette, perché il nostro spirito è appunto vicino a quello dei nostri amici nepalesi, quindi abbiamo fatto nostra la filosofia del “Bistari Bistari”, “pian piano” tradotto dal nepalese, e qualche volta preferiamo riferirci a queste sfide come a gite.

Dopo l’Everesting dello scorso weekend ne abbiamo già pensata un’altra, stavolta lo Zaffa, con i due amici Simone Musazzi e Roberto Catti, più l’assistenza sul percorso di Roberto Pantalone, si cimenterà nell’Alta Via dei Monti Lariani, un trekking che si completa solitamente in 5 giorni, ma che proverà a portare a termine sotto le 30 ore.

Una “gita” di trail running che porterà lo Zaffa è i suoi amici a percorrere 125km di sentieri partendo da Cernobbio e affiancando così il Lago di Como dalle cime dei monti Lariani che si affacciano su di esso.

Partenza fissata per martedì 29 mattina presto, e, ancora una volta, l’evento è volto a sensibilizzare il pubblico e gli appassionati di trail running a donare alla nostra campagna GoFundMe per il mantenimento annuale dell’ospedale di Kalika.

Grazie a tutti per il supporto e l’affetto dimostrato e che ci dimostrerete per questa nuova gita/sfida!

Pensieri post Everesting

Poco da dire, anzi da dire ce ne sarebbe fin troppo ma chi la sa più lunga di me dice che sui social occorre essere stringati e quindi stringati saremo.
Bella gita, magari un po’ lunghina ma bella gita. Ho fatto bene a decidere di tentare il nostro Everesting su questa salita, le sensazioni che ho sentito e provato mi ricordavano tanto le salite Himalayane con “Mario”, lui davanti a 1000 km/h, io dietro ad arrancare alla velocità del bradipo e qui uguale: Ciccio e la Fede che pronti via, dopo aver pazientato sulla prima salita, già
nella prima delle 24 discese, mi salutano e si involano a chiudere la loro performance un’eternità prima di me.

Ma non è importante, oggi come allora, questa come le salite con il Mario non sono le gite dell’oratorio del Don Felice ma, con le dovute proporzioni e il dovuto rispetto per gli atleti veri, sono delle prestazioni sportive e non ci si aspetta, ognuno al suo passo ognuno con le sue capacità.

Anche questa è condivisione anche questa è complicità. Noi sapevamo e sappiamo di aver fatto qualcosa insieme non c’era e non c’è bisogno di dirci nulla non ci sono spiegazioni da darci lo sport è anche questo, noi sappiamo e sapevamo che nel momento della necessità il socio c’è e ci sarebbe stato.

Piccolo episodio ma fondamentale per la riuscita della nostra gita e spiegare la filosofia del fare e non del dire; incroci il Dino (n.d.r. fratello del Mario) che torna da una gita per funghi.
Mi redarguisce per non avergli spiegato bene cosa stavo andando a fare che avrebbe organizzato una squadra di supporto e assistenza con i fiocchi, cerco di scusarmi e spiegare che volevo fare una cosa con un profilo basso un po’ intima, lui forse capisce e mi saluta, 10’ dopo si mette a piovere e poco dopo mi vedo sfrecciare il suo fiorino a super velocità. Quando
arrivo in cima alla salita cosa trovo? Il portone dell’hotel Camoscio aperto, solo per noi, per aiutarci ad avere un riparo dalla pioggia una volta finita la salita.

Porca miseria quanto mi mancava questo senso di campo base, troppo bello davvero, grazie Dino.
Concludendo: braverrimi ai miei due compagni di performance che di buon grado mi assecondano sempre quando propongo questo tipo di s……
Un grazie di cuore per la pazienza ad averci aspettato accudito e assecondato a Rosy e Sega, che continua a non capire perché occorre fare tutta sta fatica nella vita, ma è giovane e forse capirà.
Mio padre non lo ha mai capito ma come faceva lui, anche Sega tollera e asseconda.

Grazie a Marco, Paola e Annalisa che sono arrivati in piena notte a incitarci anche se qualcuno la mattina avrebbe dovuto lavorare.
Un appunto agli amici australiani noi non siamo “hard bastard”, ma morbidi sognatori.
Una nota triste: ragazzi io faccio fatica a “sbiottarmi” per voi, la vita social non è roba per me, per me queste medaglie non sono cose che devo appuntarmi alla giacca, sono momenti miei intimi e se ve ne parlo è per sensibilizzarvi e ricordarvi che quest’anno Bistari Bistari è messa male, qui ci va della sopravvivenza del Kalika Family hospital. Porca miseria neppure una donazione su gofundme, ma allora sbagliamo qualcosa?

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Eversting a Lizzola – 19 settembre 2020

In una lettera aperta il nostro Zaffa ci ha spiegato cosa è l’Everesting e perché ha scelto Lizzola come scenario per questa “gita”.

Oggi vi confermiamo che l’evento sarà il 19 settembre, partenza all’alba e via, su e giù per la salita Valbondione – Lizzola per 25 volte per un totale stimato di 260km totali di bici e, ovviamente, 8848 metri di dislivello positivo, l’altezza di sua maestà Everest.

L’obiettivo è sempre quello di sensibilizzare le persone a donare con un click alla nostra campagna su Go Fund Me per coprire i costi di mantenimento del Kalika Family Hospital.

Everesting a Lizzola

Personalmente sono sempre stato attirato e incuriosito da queste sfide dell’assolutamente inutile, dove sostanzialmente si fa fatica solo ed esclusivamente per il piacere di farlo.

Poco importa se tutte le volte che mi cimento in queste imprese, l’unica cosa che si nota è che a me proprio mancano un po’ di capacità atletiche, insomma non sono fatto per le attività fisiche sportive, ma, più me ne rendo conto, più mi ci accanisco. E se qualche australiano si inventa una sfida in cui si devono raggiungere gli 8848 m di dislivello positivo, ripetendo più e più volte la medesima salita in bicicletta, vuoi che io non accetti il guanto di sfida?

Ma dove compiere questa gita da criceto? Ci ho pensato un pochino ed ecco la salita adatta: Valbondione – Lizzola per, presuppongo, 25 volte. Quante volte ho fatto questa salita per andare dal Mario a progettare e organizzare delle spedizioni su degli 8000 (quelli veri), quante volte ho fatto questa salita per pianificare il nostro impegno nella costruzione e mantenimento dell’ospedale di Kalika e quante volte ormai salgo a Lizzola per commemorare il Merelli, alpinista ed esempio di vita per tutti, complice per me.

C’è sicuramente modo migliore per ricordare lui e il nostro impegno a Kalika, ma per me questi 8848 m di dislivello positivo da pedalare lo sono sicuramente, anche se per dirla tutta forse farò il mio Everesting proprio qui, perché so che lui e i nostri ricordi mi daranno sicuramente una mano a finire sta gita.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Correndo per Kalika 2020

Giovedì 17 settembre vi aspettiamo a Cesate per la nostra “Correndo per Kalika”, 10 o 5km di corsa per beneficenza ancora più importante quest’anno per aiutare i nostri amici nepalesi causa situazione covid.

L’iscrizione è obbligatoria su www.netxrace.it e non si accettano iscrizioni sul posto.
10 KM 10€ con gadget e 5€ senza gadget
5 KM offerta libera senza Gadget
Chiusura iscrizioni a 200 partecipanti

Regolamento: per partecipare alla 10KM è richiesto il certificato medico di sana e robusta costituzione o agonistico, per chi non ne fosse in possesso sarà necessario compilare il modulo di scarico responsabilità disponibile al link: https://bit.ly/31O2l8l
al momento del ritiro del pettorale si dovrà presentare auto-dichiarazione già compilata disponibile al link:
https://bit.ly/2ESlCwP

L’accesso al centro sportivo è riservato ai soli partecipanti, non sarà permesso l’uso di spogliatoi e docce.
Previsto il servizio di deposito borse, è obbligatorio l’uso della mascherina all’interno del centro prima e dopo la gara.
La mascherina dovrà inoltre essere indossata fino a 500 metri dopo la partenza, dove verrà garantito il ritiro della stessa. All’arrivo verrà fornita a tutti i partecipanti una nuova mascherina

Premiazioni alle prime 5 donne e ai primi 5 uomini al traguardo con premi in natura.

Per maggiori info: info@friesianteam.com & 335354958

Il Gran Giir de l’Alta Val Sesia

Simone Musazzi è prima di tutto un nostro amico, ma anche un grande atleta negli sport di montagna. E’ così che insieme allo staff del negozio Tempo Libero, il suo team di corsa Team Trail Montura e gli amici di Scuderia Hidrogeno, ha ideato il Gran Giir de l’Alta Val Sesia, una corsa in montagna in solitaria per aiutarci a promuovere Bistari Bistari Onlus e a raccogliere i fondi necessari per coprire il budget annuale di manutenzione dell’ospedale, CLICCA QUI PER DONARE.

Simone Musazzi sarà quindi il primo a provare l’intero percorso che in futuro potrebbe diventare un ultra trail. Il Gran Giir de l’Alta Val Sesia ha partenza e arrivo da Varallo Sesia passando per le più belle località dell’Alta Val Sesia; Il percorso si sviluppa su circa 140 km con ben 14000 metri di dislivello positivo, il passaggio più alto tocca il colle Tailly a quota 2734 mt, ci sono ben 9 colli sopra i 2000 mt e 5 saranno le cime da toccare.

L’idea di Simone è quella di partire venerdì 7 agosto alle ore 16:00 e cercare di terminare il giro in 30 ore, la data di partenza ovviamente è condizionata dal meteo, essendo il percorso estremamente tecnico in caso di temporali sarà costretto a posticipare la partenza.

Noi teniamo quindi le dita incrociate per il meteo e per Simone, ringraziandolo ancora per portare il nostro nome in questa nuova prova sportiva!

Il Gran Giir de l'Alta Val Sesia
La mappa del Gran Giir de l’Alta Val Sesia

Bistari Bistari corre con Gazzetta MarathOne

Milioni di passi un unico cuore: il 4 e il 5 luglio si corre Gazzetta MarathOne, una sfida benefica con Bistari Bistari Onlus da vincere tutti insieme

MarathOne è una grande corsa collettiva. Un’azione di massa a cui tutti possono partecipare correndo, ma anche solo camminando, per ridurre le distanze fisiche e sociali e celebrare la ripartenza dell’Italia attraverso lo sport come pura attività fisica. Una sfida da vincere insieme. Si correrà nell’arco di 24 ore, dalle ore 20:00 di sabato 4 alle 20:00 di domenica 5 luglio nelle strade, nelle piste, nei parchi e perché no, anche nelle case d’Italia: nessun assembramento, ogni partecipante correrà o camminerà fisicamente da solo, dovunque si trovi o dove preferisca ma virtualmente connesso a tutti gli altri in una grande sfida benefica da vincere insieme, ognuno secondo le proprie forze e capacità, per uno o cento chilometri. Milioni di passi, un unico cuore: Gazzetta MarathOne è una sfida di solidarietà e, come recita la call to action “Partecipa e dona”, non è prevista una quota di iscrizione ma una donazione obbligatoria, da un minimo di 5 euro, a una charity scelta tra quelle che hanno aderito all’evento, e Bistari Bistari Onlus è nella lista! Per partecipare basta collegarsi a www.gazzettaMarathOne.it, fare la propria donazione selezionando Bistari Bistari Onlus dal menù a tendina e scaricare la app Never Alone di Endu che, durante le due giornate dell’evento, permetterà di sommare il proprio percorso a quello di tutti gli altri. Un contatore presente sul sito gazzettaMarathOne.it aggiornerà in tempo reale i chilometri complessivi percorsi dai partecipanti e le donazioni effettuate.

Partecipa a Gazzetta MarathOne e dona!
Partecipa a Gazzetta MarathOne e dona!

Luci di Solidarietà 2020

Sabato 25 gennaio vi aspettiamo per una fiaccolata di solidarietà in favore dell’ospedale di Kalika, e per ricordare l’amico Mario Merelli.

Questo il programma della serata:

  • Ore 16:30 partenza con bus navetta da piazza Santa Maria in Costa Valle Imagna (Bg) per raggiungere la località Pertus
  • Alle ore 17:30 partenza per la fiaccolata. A seguire sosta al Sacrario Monte Tesoro per ristoro gentilmente offerto dal gruppo alpini di Carenno.
  • Alle 20.15 arrivo fiaccolata presso hotel ristorante Costa (menù cena 20 euro)

Per maggiori info ecco il volantino: