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100 KM di solidarietà al Parco Fluviale Fiume Frigido

Il nostro amico Piergiorgio Scaramelli tenterà, di percorrere 100 km, camminando e correndo sul circuito di 4.400 metri che si snoda lungo i due argini del fiume Frigido a Massa Carrara, da ripetersi per circa 23 volte, in meno di 20 ore.
La partenza sarà sabato 24 luglio a mezzanotte.

Piergiorgio dopo aver camminato e terminato in solitaria la Boa Vista Ultra Trail di 150 km in Cabo Verde il 25-26 aprile scorsi, sempre per solidarietà con la nostra onlus, questa volta tenterà la 100 km in Toscana in compagnia di alcuni amici.

A condividere con lui questa nuova esperienza saranno gli amici ultra maratoneti dell’ex Polisportiva Castagnara Massa: Renato Nari, Francesco Manfredi, Amerigo Puntelli, Eliseo Bertuccelli; ed altri amici camminatori, fra i quali Pietro Liretti dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Massa, e tanti altri ancora che si aggregheranno lungo il percorso,
in piena libertà, per fare assieme alcuni dei 23 giri in programma.

La solidarietà è uno dei valori fondamentali insiti nell’animo di chi si trova a correre e camminare chilometri e chilometri nelle Ultra, fianco a fianco, nella sabbia e nelle pietraie, di giorno e di notte, fra fatica, sudore e dolori a volte insopportabili.

L’evento è stato pensato per sensibilizzare il pubblico alla raccolta fondi per la nostra onlus che come sapete si impegna a mantenere il Kalika Family Hospital, la struttura ospedaliera costruita nel Dolpo, a regione più povera del Nepal.

Per le donazioni basta andare a questa pagina di Go Fund Me, donare è semplicissimo: e sappiate che anche un euro può fare la differenza!

Grazie Pier e buona corsa!

Boa Vista Ultra Marathon in solitaria

Sabato 24 aprile alle ore 7:00 il “padre” e ideatore della Boa Vista Ultra Trail, Piergiorgio Scaramelli partirà in solitaria dalla piazza di Sal Rei in Boa Vista per percorrere i 150km della Boa Vista Ultra Marathon, aderendo alle regole della competizione, avendo quindi la possibilità di riempire le borracce d’acqua solo ai checkpoint della gara che degli amici presiederanno, per il resto sarà in autonomia alimentare e con l’obiettivo di completare i 150km fra oceano e deserto sotto le 40 ore.

Il nostro amico Pier vuole cimentarsi in questa prova sportiva per promuovere e sensibilizzare più persone possibile a donare alla nostra Bistari Bistari ONLUS, per sostenerci nel nostro progetto di mantenere attivo il Kalika Family Hospital, l’ospedale nel Dolpo, la regione più povera e remota del Nepal.

Specialmente in questi tempi di covid abbiammo bisogno del vostro aiuto e di quello dei nostri amici che organizzano questi eventi spettacolari e raccolgono fondi sulla nostra pagina di Go Fund Me, donare è semplicissimo: gf.me/u/zh6s7v e sappiate che anche un euro può fare la differenza! Grazie a tutti di cuore, vi mandiamo un grande abbraccio e buona corsa Pier!

Le marathonien italien Piergiorgio Scarameli croise un Malien avec son enfant à dos d’âne le 03 décembre, au cours de la 02e de la 04e Desert Cup qui se déroule au Sud du Mali du 02 au 04 décembre. 150 marathoniens vont couvrir une distance de 179 kilomètres en une seule épreuve de trois jours et de trois nuits. Après quatre années d’existence dans les régions du Moyen-Orient, la Desert Cup 2003 a lieu au Mali. AFP PHOTO PIERRE VERDY AFP PHOTO AFP/PIERRE VERDY/LAB-PV/vn

Criceto Day per Bistari Bistari

Come durante lo scorso anno non abbiamo avuto molte possibilità per le nostre usuali raccolte di fondi, niente mercatini e niente eventi, come sappiamo tutti, causa di questo maledetto nemico invisibile.

Torniamo quindi a rispolverare la novità del 2020, il nostro caro GoFundMe. Ma anche qui essere in zona rossa complica piani ed eventi, quindi per stare al sicuro il nostro Zaffa ha deciso di lanciare il primo “Criceto Day” il 3 aprile, e di approfittare della pista di Cesate (così da non infrangere la zona rossa), e skirollare la lingua di asfalto di 680 metri tante volte da raggiungere i 100km. Sì, non abbiamo sbagliato a scrivere, sono 147 giri e rotti.

Rispettare le regole è importante, quindi se volete passare per un saluto e dare un’occhiata a questa “impresa” sportiva bislacca, ricordatevi che potete passare al centro sportivo solo facendo attività sportiva!

Che dire, non possiamo dire “vi aspettiamo numerosi”, ma speriamo che questo “Criceto Day” e lo sforzo che lo Zaffa metterà in pista il sabato prima di Pasqua, possa sensibilizzare gli appassionati di skiroll e sci fondo a donare alla nostra campagna di GoFundMe, perché i nostri amici in Nepal ne hanno davvero bisogno.

Grazie in anticipo e donate a questo link: gf.me/u/zh6s7v

Per le foto ringraziamo la modella Ginger, il fotografo Andrea Carlone che potete trovare su Instagram @andrecarlo48 e Masters e Ski Skett per i materiali!

Sci di beneficenza

Domenica 28 febbraio vi aspettiamo con i nostri amici di Fiocco Skirent e Skiteamvalsesia in occasione della chiusura dei corsi per i bambini dello Skiteam Valsesia al centro fondo di Alagna Valsesia / Riva Valdobbia.

Vi attendiamo numerosi perché Fiocco Skirent ha deciso di donare a Bistari Bistari Onlus un euro per ogni noleggio e lo Ski Team Valsesia un euro per ogni ingresso giornaliero al centro fondo.

Godiamoci quindi insieme un​ po’ di sano sport facendo del bene e aiutando chi più ha bisogno, ci vediamo al centro fondo!

Messaggio di fine anno

Dalla fondazione della nostra associazione è la prima volta che sentiamo il dovere di riepilogare la nostra annata, ma considerando la difficile situazione dovuta alla pandemia mondiale ci sembra giusto farlo.

Inoltre, visto che più di una voce ha chiesto se avessimo continuato con i nostri progetti nepalesi ci sentiamo ancora più in dovere di ribadire in maiuscolo che: A NESSUNO DI NOI E’ MAI PASSATO DALLA MENTE DI ABBANDONARE L’OSPEDALE DI KALIKA E NON CERTO IN QUESTO MOMENTO.

A parte la filosofia occorre però anche parlare di numeri e siamo qui per questo, il budget per il 2020 (50000€) è stato quasi raggiunto. Entrando un pò più nello specifico il 50% lo abbiamo bonificato ai primi di settembre e l’ultima parte verrà bonificata a giorni (mancano un migliaio di euro).

Fino qui sembrerebbe tutto rose e fiori, ma nella realtà siamo indietro di una semestralità nella raccolta fondi. Spiegandoci meglio i soldi che raccoglievamo nella campagna Natalizia negli anni passati serviva per iniziare ad accumulare i denari per il budget dell’anno seguente, ma non disperiamo.

Quest’anno oltre ai soliti canali di raccolta: mercatini, eventi sportivi e non, si è aggiunta la raccolta tramite la piattaforma di Gofundme dove si può fare la propria donazione direttamente con carta di credito.

Vogliamo ringraziare i pseudo atleti che con le loro performance sportive hanno pubblicizzato la nostra raccolta fondi su gofundme, che oltre ad avere portato denari, ci ha permesso anche di allargare il nostro bacino di donatori.

Un ringraziamento particolare agli amici de La Goccia Onlus, con cui il progetto di Kalika era partito, che, venuti a conoscenza delle nostre sofferenze economiche, ci hanno donato una cospicua somma (10.000€)

Augurandovi un buon fine anno ed un inizio decisamente migliore, vi promettiamo che appena sarà possibile ricominceremo con i nostri eventi e i nostri mercatini e anzi cercheremo di aumentare le opportunità per raccogliere fondi ma soprattutto per ricominciare a stare insieme e assaporare quella piacevole sensazione di comunità.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Every single street – Caronno Pertusella

Oggi ospitiamo un messaggio del nostro amico Lorenzo Catti:

Rieccoci, il Covid purtroppo non ci dà tregua e con lui sono tornate tutte le restrizioni del caso, come ègiusto che sia. Questa volta però abbiamo qualche “libertà” in più, anche se le gare sono quasi tutte annullate.
Mi chiamo Lorenzo Catti, sono un meccanico di auto e come hobby sono un ultra runner e, nonostante il periodo, cerco sempre nuove sfide, se sono inusuali sono ancora più felice!

Durante il primo lockdown mi sono inventato una mezza maratona nel corsello dei box (dovevo pure passare il tempo no?) e ho partecipato ad alcune virtual race.
Durante l’estate mi sono dedicato a diverse ultra trail in solitaria, mentre a settembre ad una vera ultra di 140km (senza assistenza) insieme al mio amico Lorenzo Santamaria.

E adesso cosa potrò mai inventarmi?
Dall’ultimo DPCM sembra che io abbia a disposizione l’intero comune di residenza per potermi allenare.
Casualmente, proprio quest’estate, mi sono imbattuto in un articolo di un runner americano che, per affrontare il periodo, ha corso per tutte le vie della sua città, si trovava a San Francisco e ha chiamato il progetto Every
Single Street, impiegandoci 45 giorni e coprendo quasi 6.000km. Io fortunatamente abito a Caronno Pertusella, giusto qualche via in meno, per cui ho deciso di cimentarmi in questa esperienza “folle” percorrendo (ovviamente correndo) ogni singola via della mia città.
Partirò la mattina di sabato 21 novembre 2020 alle 5.00 (appena le restrizioni lo consentono) e percorrerò tutte le vie di Caronno, frazioni comprese, dividendola in diverse zone. Durante la giornata mi rifornirò di acqua dalle fontanelle del paese e quella santa donna di mia moglie, che mi supporta nelle mie folli idee, mi farà da assistenza portandomi cambi asciutti e cibo.
Spero di concludere entro le 22.00 dello stesso giorno, altrimenti terminerò le ultime vie il giorno successivo.
Questa volta, oltre a voler condividere con voi questa sfida, vorrei attirare la vostra attenzione sul progetto
della Bistari Bistari Onlus, che ogni anno si impegna a raccogliere soldi per coprire i costi di mantenimento del Kalika Family Hospital, un ospedale costruito nel Dolpo, la regione più povera del Nepal.
Causa covid la maggior parte degli eventi per raccogliere soldi per questo piccolo ospedale sono stati cancellati, così vorrei invitarvi a seguirmi e a fare una donazione a questo link: gf.me/u/ygby4w

A volte ritornano

Un tempo, prima che nascesse Bistari Bistari, c’era La Goccia onlus a cui io e Mario ci siamo rivolti per essere aiutati finanziariamente a realizzare il nostro sogno, alla Fitzcarraldo, di costruire un ospedale là dove non c’era, dove tra l’altro manco c’erano le strade ma era lì che andava costruito.

In quella occasione è stato bello vedere che gente estremamente diversa a noi ci dava fiducia e ci lasciava agire e, così grazie ai loro soldi e alla loro fiducia, il nostro Kalika family Hospital è nato.

Passati i canonici 5 anni, prorogati a 7, come da statuto, La Goccia deve cedere il progetto a qualcun altro che se ne prenda cura, gioco forza che quel qualcuno fossimo noi, ed è cosi che nasce Bistari Bistari Onlus.
In tutto ciò tra le due associazione è sempre rimasto un clima di fiducia e collaborazione.

Devo ammettere però che sono rimasto piacevolmente stupito quando alcuni giorni dopo il nostro Everesting ricevo la telefonata del mio amico Ernesto (presidente de La Goccia) che mi dice:
Uno dei miei ragazzi ha seguito la biciclettata che avete fatto sabato per l’ospedale complimenti bella iniziativa, ma mi dice che quest’anno fate fatica a coprire il budget annuo, se non vi offendete vi diamo una mano noi; poi ti dico l’entità del bonifico”.

Grazie amici, grazie La Goccia un bonifico di diecimila euro sono per noi davvero la manna che cade dal cielo, e per tutti una lezione di condivisione e solidarietà che va oltre a tutto.

Un ma però c’è: Ernesto quando parli a noi dell’Everesting chiamandolo “biciclettata” problemi non ce n’è, anzi dai la definizione più giusta e con il profilo esatto, ma non farlo mai con chi ci crede, potrebbe nascerne una crisi interplanetaria.

I ciclisti che razza strana…

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

alta via monti lariani alba

L’Alta Via, ma non troppo, dei Monti Lariani

Va che quella di GoFundMe è un’invenzione davvero che spacca. Soprattutto perché aiuta piccoli gruppi come Bistari Bistari a realizzare i loro sogni solidali.
Ma la cosa bella e comoda per me è che mi permette di realizzare tutti le stupidaggini che mi passano per la testa senza dovere impazzire per rispondere al tormentone del: “Perché lo fai?

Grazie a Go Fund Me e a Bistari Bistari ora la risposta è pronta, cotta e servita, vera e sotto gli occhi di tutti:
Lo faccio per raccogliere i denari per finanziare i progetti di Piano Piano”.

Nel mio peregrinare per sentieri Nepalesi, che sia per raggiungere Kalika o i campi base delle montagne, mi sono scoperto sempre più spesso a pensare alle montagne del “mio” lago, a quante affinità ho trovato tra questi luoghi, questi villaggi, questa gente e quelli del Lario. E’ cosi che si è sviluppato il sogno di percorrere tutto il sentiero che porta da Cernobbio a Sorico e poi mica è colpa mia se non posso fare a meno di accettare sempre sfide e, se non ce ne sono, di inventarmele.

Cosa c’è di più bello se non fare, quello che gli altri fanno in 5 giorni, in un colpo solo tutta d’un fiato.
Poi cosa posso farci se trovo sempre qualcuno che mi vuole bene e che decide di condividere queste gitarelle con me che, per piacere, per provare, per respirare, per sporcarsi con le sensazioni che dà portare la fatica un pochino oltre il comune senso del pudore?

Sinceramente per fortuna che avevamo una bella relazione cartacea, buone tracce gps e un pochino sapevo dove stavamo andando se no, mi sa che dovevate venirci a riprendere in Ticino.

Facendo una manata di conti con Roberto e il Simone si pensava che presumibilmente si potesse metterci intorno alle 30 ore (pura teoria) e alla resa dei conti abbiamo fatto fatica a stare sotto le 40.

Partiti subito in salita da Cernobbio in piena notte siamo andati anche veloci, almeno per quanto mi riguarda e dopo avere visto la prima alba arriviamo all’appuntamento con la nostra assistenza.
Ma da lì in avanti per me è stata una Caporetto, una ritirata di Russia, faticato anche semplicemente a deambulare figurarsi a correre.

Ora a bocce ferme mi spiace aver fatto perder tempo e aver annoiato i miei compagni ma…
E’ vero avete ragione non ero allenato, o forse troppo allenato, ultimamente ho fatto troppe cose lunghe, non ero riposato, non dormo… ok ragazzi crocifiggetemi.

Ma martedì 29 settembre per me era arrivato il momento di fare in senso inverso il viaggio che mia nonna Riella poco più di un secolo fa ha fatto in compagnia di una vacca alla capezza per venire a sposare l’Enrico qui in pianura. Era arrivato il momento di appagare la vista e il cuore
con i paesaggi che si godono solo in questo angolo di mondo, era arrivato il momento di passare vicino a queste baite che tanto assomigliano alle case delle valli Nepalesi, era il momento di emozionarmi aspettando che da una di quelle porte uscisse il Giacomo a snocciolare i suoi proverbi che sono vere perle di saggezza.

Scusatemi questa volta più di tutte le altre, la mia è stata tutto tranne che un’impresa sportiva, una caporetto, una ritirata di Russia chiamatela come volete ma io questa volta non c’ero, ero in un mondo parallelo fatto di ricordi popolato dalla gente che mi ha aiutato a diventare quello che sono.

Ora voglio ringraziare voi che mi leggete e aiutate concretamente nei progetti Bistari.
Voglio ringraziare Simone per la pazienza di aver aspettato un ronzino, lui che è un cavallo di razza, il Roberto Catti che neppure sa quanto è importante per la sopravvivenza di Bistari Bistari con cui ho condiviso micro sonni da 7 minuti ma di un’intensità che valgono un sonno da 12
ore, la Giulia che ci ha accudito per tutta una notte di difficile orientamento a pascolo nei simpatici castagneti.
E un grazie particolare lo devo a Roberto “Panta” Pantalone, che ci ha assistito e supportato per 2 giornate impegnative, e che quando l’ho chiamato per farci assistenza mi ha apostrofato con queste parole “quando partiamo per la tua ultima fantastica Cazzata che ti sei inventato?”.

Morbidi ragazzi Cazzate nel cassetto ce ne sono ancora lasciatemi il tempo di tirarmi un pò insieme e ritagliare il tempo necessario per agire.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Alta Via dei Monti Lariani

La situazione Covid-19 ci ha reso impossibile organizzare le nostre consuete raccolte fondi per diversi mesi.
Ad oggi stiamo facendo il possibile per rimettere la nostra onlus sui binari giusti e assicurare il budget per mantenere il Kalika Family Hospital, che fornisce un servizio sanitario cruciale nella regione del Dolpo, la più povera del Nepal.

In quest’ottica abbiamo deciso di reinventare i nostri eventi e di puntare su “sfide” sportive. “Sfide” lo mettiamo tra virgolette, perché il nostro spirito è appunto vicino a quello dei nostri amici nepalesi, quindi abbiamo fatto nostra la filosofia del “Bistari Bistari”, “pian piano” tradotto dal nepalese, e qualche volta preferiamo riferirci a queste sfide come a gite.

Dopo l’Everesting dello scorso weekend ne abbiamo già pensata un’altra, stavolta lo Zaffa, con i due amici Simone Musazzi e Roberto Catti, più l’assistenza sul percorso di Roberto Pantalone, si cimenterà nell’Alta Via dei Monti Lariani, un trekking che si completa solitamente in 5 giorni, ma che proverà a portare a termine sotto le 30 ore.

Una “gita” di trail running che porterà lo Zaffa è i suoi amici a percorrere 125km di sentieri partendo da Cernobbio e affiancando così il Lago di Como dalle cime dei monti Lariani che si affacciano su di esso.

Partenza fissata per martedì 29 mattina presto, e, ancora una volta, l’evento è volto a sensibilizzare il pubblico e gli appassionati di trail running a donare alla nostra campagna GoFundMe per il mantenimento annuale dell’ospedale di Kalika.

Grazie a tutti per il supporto e l’affetto dimostrato e che ci dimostrerete per questa nuova gita/sfida!

Pensieri post Everesting

Poco da dire, anzi da dire ce ne sarebbe fin troppo ma chi la sa più lunga di me dice che sui social occorre essere stringati e quindi stringati saremo.
Bella gita, magari un po’ lunghina ma bella gita. Ho fatto bene a decidere di tentare il nostro Everesting su questa salita, le sensazioni che ho sentito e provato mi ricordavano tanto le salite Himalayane con “Mario”, lui davanti a 1000 km/h, io dietro ad arrancare alla velocità del bradipo e qui uguale: Ciccio e la Fede che pronti via, dopo aver pazientato sulla prima salita, già
nella prima delle 24 discese, mi salutano e si involano a chiudere la loro performance un’eternità prima di me.

Ma non è importante, oggi come allora, questa come le salite con il Mario non sono le gite dell’oratorio del Don Felice ma, con le dovute proporzioni e il dovuto rispetto per gli atleti veri, sono delle prestazioni sportive e non ci si aspetta, ognuno al suo passo ognuno con le sue capacità.

Anche questa è condivisione anche questa è complicità. Noi sapevamo e sappiamo di aver fatto qualcosa insieme non c’era e non c’è bisogno di dirci nulla non ci sono spiegazioni da darci lo sport è anche questo, noi sappiamo e sapevamo che nel momento della necessità il socio c’è e ci sarebbe stato.

Piccolo episodio ma fondamentale per la riuscita della nostra gita e spiegare la filosofia del fare e non del dire; incroci il Dino (n.d.r. fratello del Mario) che torna da una gita per funghi.
Mi redarguisce per non avergli spiegato bene cosa stavo andando a fare che avrebbe organizzato una squadra di supporto e assistenza con i fiocchi, cerco di scusarmi e spiegare che volevo fare una cosa con un profilo basso un po’ intima, lui forse capisce e mi saluta, 10’ dopo si mette a piovere e poco dopo mi vedo sfrecciare il suo fiorino a super velocità. Quando
arrivo in cima alla salita cosa trovo? Il portone dell’hotel Camoscio aperto, solo per noi, per aiutarci ad avere un riparo dalla pioggia una volta finita la salita.

Porca miseria quanto mi mancava questo senso di campo base, troppo bello davvero, grazie Dino.
Concludendo: braverrimi ai miei due compagni di performance che di buon grado mi assecondano sempre quando propongo questo tipo di s……
Un grazie di cuore per la pazienza ad averci aspettato accudito e assecondato a Rosy e Sega, che continua a non capire perché occorre fare tutta sta fatica nella vita, ma è giovane e forse capirà.
Mio padre non lo ha mai capito ma come faceva lui, anche Sega tollera e asseconda.

Grazie a Marco, Paola e Annalisa che sono arrivati in piena notte a incitarci anche se qualcuno la mattina avrebbe dovuto lavorare.
Un appunto agli amici australiani noi non siamo “hard bastard”, ma morbidi sognatori.
Una nota triste: ragazzi io faccio fatica a “sbiottarmi” per voi, la vita social non è roba per me, per me queste medaglie non sono cose che devo appuntarmi alla giacca, sono momenti miei intimi e se ve ne parlo è per sensibilizzarvi e ricordarvi che quest’anno Bistari Bistari è messa male, qui ci va della sopravvivenza del Kalika Family hospital. Porca miseria neppure una donazione su gofundme, ma allora sbagliamo qualcosa?

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni