Tag Archives: Everesting

Sentiti ringraziamenti

Lo so che scrivere quattro righe di chiusura di un evento una settimana dopo è un po’ ridicolo e soprattutto strano, ma da me cosa vi potete aspettare? Questa è l’ennesima riprova che arrivo sempre dietro la coda del maiale.

Da dove comincio per non cadere nel banale, ringraziamenti forse?

Triste cronaca di una piccola performance pseudo-sportiva?

Sterili cifre sulla raccolta fondi?

No non è da me, dai lo sapete che a me piace raccontare storie alla sudamericana, un po’ di realtà infarcita da fantasia. Il giusto per non distinguere più la storia vera da quella inventata.

Cominciamo con il dire che è vero, il sentiero per il Rifugio Coca, soprattutto in discesa, non è proprio il più adatto per un tentativo di Everesting. Ma se il sentiero porta al rifugio Mario Merelli al Coca la musica cambia eccome, almeno per me, per il Bistari Bistari, per i suoi e miei amici, la sua famiglia, per la sua valle e per chi volete voi.

Certo io non sono proprio un romanticone e uno di grande spiritualità, ma sapevo che se avessi fatto il mio terzo everesting, su questo sentiero non sarei mai stato solo ma saremmo stati sempre almeno in due.

Ringrazio sì, chi con ancora nelle gambe il Tour de Geants si è preso la briga di arrivare a Valbondione e farsi due giri con me, chi conoscitore di montagne sa che con il mal tempo si sta a baita e invece contro ogni logica e principio si sono presentati e mi hanno accompagnato e accudito nel giro più piovoso e freddo in assoluto, chi dopo un sabato da assistente se ne è tornato a casa, e casa nostra non è proprio dietro l’angolo, per ripresentarsi al via del mio ultimo giro perché sapeva che era di lui che avevo bisogno in quell’ultima salita, e chi con lui si è subito i mie sproloqui (ndr bestemmioni) nell’ultima discesa quando ne avevo proprio le scatole piene, che se vado dal Don Achille a confessarmi mi da penitenze per un mese.

Ma chi c’era con me nei due giri notturni, quando stavo male come poche volte lo sono stato in vita, quando vomitavo tanto da togliermi il fiato dove le gambe mi tremavano e mi reggevo solo i miei bastoncini con una fatica porca, si c’era proprio lui, il mio socio Mario e ci facevamo forza e ci tenevamo compagnia ricordandoci quella volta che ho lasciato tre dita al Lhotse, e del relativo rientro a Lukla prima in groppa ad un cavallino molto restio al servizio e poi finire a braccetto cantando per esorcizzare dolore e fatica ma sopratutto per la felicità di essere vivi ed ancora insieme. O di quella volta che ci siamo fatti una vasca campo 2 del K2 casa con tre costole rotte, che quando mi sono presentato al pronto soccorso dopo quindici giorni mi hanno chiesto perché ci ho messo tanto ad arrivarci, quella volta il medico ha rischiato una picozzata.

So che è strano e soprattutto impossibile che quella del Mario fosse una presenza reale, ma che era solo frutto della mia mente stanca che in un momento di difficolta cercava un appiglio per tirarsi fuori dalle pesti, ma a me piace credere che quella presenza fosse reale che il Merelli fosse li con me a bagnarsi, imprecare e per che no, per darmi dello stupido che con le mie genialate mi metto sempre in situazioni di merda.

Concludendo devo un sentitissimo grazie ai miei quattro compagni di Everesting Roberto, Marco, Daniele, Giulio, e a tutti i soci che per assecondarci sono stati ad aspettarci chi su chi giù per ben tre giorni, e oltretutto buona parte di loro non sono certo dei grandi amanti della montagna.

Arrivando alle bieche questioni numeriche, puttanega ragazzi ma quanto generosi siete stati questa volta, abbiamo raccolto ben oltre i (2000) duemila euro.

Pertanto mi sembra sia andato tutto benerrimo.

p.s. state preoccupati, ho già in mente, come dice il Roby, nuove splendide cazzate.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Everesting Valbondione – Rifugio Mario Merelli al Coca

Ci siamo! Come avevamo già preannunciato la prossima iniziativa per raccogliere offerte per sostenere il Kalika Family Hospital sarà ancora un everesting.

Ma ancora diverso! Questa volta i bastoncini il nostro Zaffa e i suoi amici, li useranno senza skiroll, ma solo con delle scarpe da trail. Sì, il prossimo everesting sarà “a piedi“, quindi niente bici o skiroll in campo per questa volta.

Dove? La scelta è stata quasi obbligata, perché come tutti sapete Zaffa, Bistari Bistari Onlus e il progetto del Kalika Family Hospital sono legatissimi a Mario Merelli, quindi il percorso si svilupperà da Valbondione con arrivo al Rifugio Mario Merelli al Coca, un arrivo molto significativo per un percorso impegnativo che porterà Zaffa e i suoi amici a tentare di completarlo 10 volte, su e giù (stavolta anche un everesting al contrario) per un totale di circa 70km e oltre 8848 metri di dislivello positivo.

Ed essendo così particolare vogliamo che diventi una festa per tutti! Il rifugio sarà aperto nonostante la stagione sia finita, quindi vi invitiamo a salire con noi, una volta o due volte o anche tutte e 10 se volete! E poi godervi un po’ di sana montagna al Rifugio Mario Merelli al Coca e un rinfresco. Qui avrete anche la possibilità di fare una donazione o acquistare qualcosa al mercatino di Bistari Bistari dove avremo i prodotti nepalesi, bandiere, incensi e così via.

Zaffa e compagnia partiranno sabato 2 ottobre alle 4:00 di mattina dalla panchinetta di Valbondione cominciando il loro sali e scendi “pian piano”, o come dicono in nepalese “bistari bistari”, ma non preoccupatevi per incontrarli avrete tempo circa fino a domenica pomeriggio inoltrato, perché il tentativo richiederà molto probabilmente più di 40 ore di “gita” da parte dei nostri amici.

Che dire, vi aspettiamo numerosi, a Valbondione o al Rifugio Mario Merelli al Coca, non importa, l’importante è vedervi!

Per donazioni potete cliccare direttamente qui

Ringraziamo gli sponsor Masters, Tempo Libero Sport, Merelli Ski, Rifugio Mario Merelli al Coca e i 3 Mori.

Primato mondiale e nuova “gita” in programma

Cari amici, con grande piacere vi informiamo che ci è arrivata la conferma dall’Australia (sì, dall’altra parte del mondo!) che la pazza “gita” di Zaffa e Simone Musazzi con gli skiroll è stata la prima a livello mondiale!
Proprio così, la società di Everesting (che ha il quartier generale in Australia), dopo controlli certosini ci ha informato che i nostri Zaffa e Simone sono stati i primi in assoluto a completare un everesting con gli “sci da strada”.

Sull’onda di questo risultato vogliamo anche annunciare la nuova gita con i primi dettagli: sarà un altro everesting, e dopo quello in bici e in skiroll sarà la volta di usare giusto i “piedi” con i bastoncini. Esattamente, Zaffa in compagnia di qualche amico proveranno a coprire gli 8848 metri di dislivello dell’amato Everest “scarpinando” fra Valbondione e il Coca, per l’esattezza fino al Rifugio Mario Marelli. Una scelta importante e significativa per quello che Mario ha significato, e significa tutt’ora, per la nostra Onlus Bistari Bistari, per la creazione del Kalika Family Hospital, per Il Nepal, le montagne, l’alpinismo e per il profondo legame di amicizia che ha unito Zaffa e Mario.

Per questo vogliamo trasformare questa particolare “gita” in una festa! Quindi vi invitiamo tutti a passare a salutarci alla partenza o all’arrivo (dove i nostri amici passeranno una decina di volte!) ma anche a salire qualche volta con noi, in cima ci sarà la possibilità di mangiare un boccone, comprare qualcosa dal mercatino nepalese e fare un’offerta per aiutarci a mantenere il Kalika Family Hospital. Il weekend sarà il primo del prossimo mese, meteo permettendo, con la partenza fissata nella prima mattina di sabato 2 ottobre. Ci sarà da andar “su e giù” per quasi 2 giorni, quindi vi aspettiamo sabato e domenica!

Più dettagli a venire, nel frattempo se volete celebrare la prima mondiale di un’everesting in Skiroll questo è il link per le donazioni: https://gofund.me/29f9f54c

Grazie e a presto!

Rifugio Mario Merelli al Coca

TI TA SET BUN NO

Gli anglofoni si lavano la bocca con sta parola Challenge traducibile con l’italianissima parola sfida, io
sinceramente non sono uno troppo da sfide o per lo meno messa così è una cosa che mi lascia
indifferente.

Ma quando il Giacomo che dall’alto della sua terza elementare sapeva come fare per farmi
fare una cosa diceva “ti ta se bun no”; (n.d.r. tu non sei capace), a me partiva la bestia: ”decido io se
non sono capace, adesso ti faccio vedere
”, e di solito me la cavavo, e lui dal canto suo con questa
formuletta magica riusciva sempre a raggiungere il suo scopo, farmi fare quello che voleva lui.


Quando ho scoperto l’everesting ho pensato questa non è proprio roba per me questa è roba per criceti
per gente che si vuol far male e poi che noia, ma poi dentro di me la sua vocina “Ta diset insci perchè ti
ta se bun no!
” Dici così perché…”. E no adesso che non ci sei più ti metti a sfidarmi anche nelle cose
sportive che non ti sono mai interessate? Ma tant’è che la vocina ha tanto insistito, che alla fine
l’Everesting in bici è stato fatto e sinceramente non ci siamo neppure annoiati molto. Soprattutto la
cosa più importante è che questo nostro su e giù ha portato anche qualche gradita donazione a sostegno
delle iniziative della Bistari Bistari.


Allora perché non riproporre l’iniziativa, perché non accettare il guanto di sfida dei nostri simpatici
amici australiani, questa volta però vogliamo cambiare un po’ le carte in tavola, niente scarpette da trail,
niente amati sci. Gli 8848m d+ si fanno con gli Skiroll. Da Piode all’Alpe Meggiana (Val Sesia).
Sabato 4 settembre io e il Simone Musazzi ci proviamo a spingere i nostri sci a rotelle per raggiungere
gli 8848 dell’amato Everesting. Lui sicuramente con un piglio più da atleta serio qual’è rispetto al mio
che rimane quello del gitante senza pretese. La scopo resta lo stesso condividere con un amico,
raccogliere offerte (cliccate qui per le DONAZIONI) per il nostro ospedale e, per me, non darla vinta al Giacomo.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

A volte ritornano

Un tempo, prima che nascesse Bistari Bistari, c’era La Goccia onlus a cui io e Mario ci siamo rivolti per essere aiutati finanziariamente a realizzare il nostro sogno, alla Fitzcarraldo, di costruire un ospedale là dove non c’era, dove tra l’altro manco c’erano le strade ma era lì che andava costruito.

In quella occasione è stato bello vedere che gente estremamente diversa a noi ci dava fiducia e ci lasciava agire e, così grazie ai loro soldi e alla loro fiducia, il nostro Kalika family Hospital è nato.

Passati i canonici 5 anni, prorogati a 7, come da statuto, La Goccia deve cedere il progetto a qualcun altro che se ne prenda cura, gioco forza che quel qualcuno fossimo noi, ed è cosi che nasce Bistari Bistari Onlus.
In tutto ciò tra le due associazione è sempre rimasto un clima di fiducia e collaborazione.

Devo ammettere però che sono rimasto piacevolmente stupito quando alcuni giorni dopo il nostro Everesting ricevo la telefonata del mio amico Ernesto (presidente de La Goccia) che mi dice:
Uno dei miei ragazzi ha seguito la biciclettata che avete fatto sabato per l’ospedale complimenti bella iniziativa, ma mi dice che quest’anno fate fatica a coprire il budget annuo, se non vi offendete vi diamo una mano noi; poi ti dico l’entità del bonifico”.

Grazie amici, grazie La Goccia un bonifico di diecimila euro sono per noi davvero la manna che cade dal cielo, e per tutti una lezione di condivisione e solidarietà che va oltre a tutto.

Un ma però c’è: Ernesto quando parli a noi dell’Everesting chiamandolo “biciclettata” problemi non ce n’è, anzi dai la definizione più giusta e con il profilo esatto, ma non farlo mai con chi ci crede, potrebbe nascerne una crisi interplanetaria.

I ciclisti che razza strana…

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Pensieri post Everesting

Poco da dire, anzi da dire ce ne sarebbe fin troppo ma chi la sa più lunga di me dice che sui social occorre essere stringati e quindi stringati saremo.
Bella gita, magari un po’ lunghina ma bella gita. Ho fatto bene a decidere di tentare il nostro Everesting su questa salita, le sensazioni che ho sentito e provato mi ricordavano tanto le salite Himalayane con “Mario”, lui davanti a 1000 km/h, io dietro ad arrancare alla velocità del bradipo e qui uguale: Ciccio e la Fede che pronti via, dopo aver pazientato sulla prima salita, già
nella prima delle 24 discese, mi salutano e si involano a chiudere la loro performance un’eternità prima di me.

Ma non è importante, oggi come allora, questa come le salite con il Mario non sono le gite dell’oratorio del Don Felice ma, con le dovute proporzioni e il dovuto rispetto per gli atleti veri, sono delle prestazioni sportive e non ci si aspetta, ognuno al suo passo ognuno con le sue capacità.

Anche questa è condivisione anche questa è complicità. Noi sapevamo e sappiamo di aver fatto qualcosa insieme non c’era e non c’è bisogno di dirci nulla non ci sono spiegazioni da darci lo sport è anche questo, noi sappiamo e sapevamo che nel momento della necessità il socio c’è e ci sarebbe stato.

Piccolo episodio ma fondamentale per la riuscita della nostra gita e spiegare la filosofia del fare e non del dire; incroci il Dino (n.d.r. fratello del Mario) che torna da una gita per funghi.
Mi redarguisce per non avergli spiegato bene cosa stavo andando a fare che avrebbe organizzato una squadra di supporto e assistenza con i fiocchi, cerco di scusarmi e spiegare che volevo fare una cosa con un profilo basso un po’ intima, lui forse capisce e mi saluta, 10’ dopo si mette a piovere e poco dopo mi vedo sfrecciare il suo fiorino a super velocità. Quando
arrivo in cima alla salita cosa trovo? Il portone dell’hotel Camoscio aperto, solo per noi, per aiutarci ad avere un riparo dalla pioggia una volta finita la salita.

Porca miseria quanto mi mancava questo senso di campo base, troppo bello davvero, grazie Dino.
Concludendo: braverrimi ai miei due compagni di performance che di buon grado mi assecondano sempre quando propongo questo tipo di s……
Un grazie di cuore per la pazienza ad averci aspettato accudito e assecondato a Rosy e Sega, che continua a non capire perché occorre fare tutta sta fatica nella vita, ma è giovane e forse capirà.
Mio padre non lo ha mai capito ma come faceva lui, anche Sega tollera e asseconda.

Grazie a Marco, Paola e Annalisa che sono arrivati in piena notte a incitarci anche se qualcuno la mattina avrebbe dovuto lavorare.
Un appunto agli amici australiani noi non siamo “hard bastard”, ma morbidi sognatori.
Una nota triste: ragazzi io faccio fatica a “sbiottarmi” per voi, la vita social non è roba per me, per me queste medaglie non sono cose che devo appuntarmi alla giacca, sono momenti miei intimi e se ve ne parlo è per sensibilizzarvi e ricordarvi che quest’anno Bistari Bistari è messa male, qui ci va della sopravvivenza del Kalika Family hospital. Porca miseria neppure una donazione su gofundme, ma allora sbagliamo qualcosa?

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Eversting a Lizzola – 19 settembre 2020

In una lettera aperta il nostro Zaffa ci ha spiegato cosa è l’Everesting e perché ha scelto Lizzola come scenario per questa “gita”.

Oggi vi confermiamo che l’evento sarà il 19 settembre, partenza all’alba e via, su e giù per la salita Valbondione – Lizzola per 25 volte per un totale stimato di 260km totali di bici e, ovviamente, 8848 metri di dislivello positivo, l’altezza di sua maestà Everest.

L’obiettivo è sempre quello di sensibilizzare le persone a donare con un click alla nostra campagna su Go Fund Me per coprire i costi di mantenimento del Kalika Family Hospital.

Everesting a Lizzola

Personalmente sono sempre stato attirato e incuriosito da queste sfide dell’assolutamente inutile, dove sostanzialmente si fa fatica solo ed esclusivamente per il piacere di farlo.

Poco importa se tutte le volte che mi cimento in queste imprese, l’unica cosa che si nota è che a me proprio mancano un po’ di capacità atletiche, insomma non sono fatto per le attività fisiche sportive, ma, più me ne rendo conto, più mi ci accanisco. E se qualche australiano si inventa una sfida in cui si devono raggiungere gli 8848 m di dislivello positivo, ripetendo più e più volte la medesima salita in bicicletta, vuoi che io non accetti il guanto di sfida?

Ma dove compiere questa gita da criceto? Ci ho pensato un pochino ed ecco la salita adatta: Valbondione – Lizzola per, presuppongo, 25 volte. Quante volte ho fatto questa salita per andare dal Mario a progettare e organizzare delle spedizioni su degli 8000 (quelli veri), quante volte ho fatto questa salita per pianificare il nostro impegno nella costruzione e mantenimento dell’ospedale di Kalika e quante volte ormai salgo a Lizzola per commemorare il Merelli, alpinista ed esempio di vita per tutti, complice per me.

C’è sicuramente modo migliore per ricordare lui e il nostro impegno a Kalika, ma per me questi 8848 m di dislivello positivo da pedalare lo sono sicuramente, anche se per dirla tutta forse farò il mio Everesting proprio qui, perché so che lui e i nostri ricordi mi daranno sicuramente una mano a finire sta gita.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni