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Everesting indoor per Kalika

Ciao amici!

Ci risiamo, lo Zaffa si è inventato un’altra avventura strampalata, e questa volta sarà davvero facile da seguire perché il prossimo everesting per Kalika sarà anche virtuale!

Proprio così, la nuova gitarella di beneficenza del weekend del 4-5 dicembre sarà sui “rulli”, quindi “comodamente” dalla palestra del Centro Sportivo di Cesate, dove Zaffa con i suoi amici proveranno a completare per 8 volte la Salita dell’Alpe D’Huez, che si chiama nel famoso programma Zwift, per i rulli da bici digitali, Alpe du Zwift!

L’evento è aperto a tutti, si possono portare il proprio rullo e la propria bici a Cesate e prendere parte al party vero e proprio con cibo, rinfreschi, intrattenimento per bambini e un DJ set, o ci si può collegare da casa propria grazie all’applicazione Zwift al party digitale (maggiori info a venire).

Come si diceva, al Centro Sportivo di Cesate ci sarà una vera e propria festa (rispettando le regole in vigore) con apericena, colazione e pranzo con il ricavato di tutte le attività che verrà devoluto in beneficenza alla nostra Bistari Bistari Onlus, per aiutarci nel mantenimento del Kalika Family Hospital, la struttura ospedaliera costruita nel Dolpo, la regione più povera del Nepal.

Si potrà passare a vedere i nostri amici, incitarli e vederli sudare sui rulli per questa pazza gita indoor, oppure supportare l’impresa da lontano con una donazione su GoFundMe a questo LINK.

Vi aspettiamo numerosi e generosi, voi aspettate maggiori dettagli!

Sentiti ringraziamenti

Lo so che scrivere quattro righe di chiusura di un evento una settimana dopo è un po’ ridicolo e soprattutto strano, ma da me cosa vi potete aspettare? Questa è l’ennesima riprova che arrivo sempre dietro la coda del maiale.

Da dove comincio per non cadere nel banale, ringraziamenti forse?

Triste cronaca di una piccola performance pseudo-sportiva?

Sterili cifre sulla raccolta fondi?

No non è da me, dai lo sapete che a me piace raccontare storie alla sudamericana, un po’ di realtà infarcita da fantasia. Il giusto per non distinguere più la storia vera da quella inventata.

Cominciamo con il dire che è vero, il sentiero per il Rifugio Coca, soprattutto in discesa, non è proprio il più adatto per un tentativo di Everesting. Ma se il sentiero porta al rifugio Mario Merelli al Coca la musica cambia eccome, almeno per me, per il Bistari Bistari, per i suoi e miei amici, la sua famiglia, per la sua valle e per chi volete voi.

Certo io non sono proprio un romanticone e uno di grande spiritualità, ma sapevo che se avessi fatto il mio terzo everesting, su questo sentiero non sarei mai stato solo ma saremmo stati sempre almeno in due.

Ringrazio sì, chi con ancora nelle gambe il Tour de Geants si è preso la briga di arrivare a Valbondione e farsi due giri con me, chi conoscitore di montagne sa che con il mal tempo si sta a baita e invece contro ogni logica e principio si sono presentati e mi hanno accompagnato e accudito nel giro più piovoso e freddo in assoluto, chi dopo un sabato da assistente se ne è tornato a casa, e casa nostra non è proprio dietro l’angolo, per ripresentarsi al via del mio ultimo giro perché sapeva che era di lui che avevo bisogno in quell’ultima salita, e chi con lui si è subito i mie sproloqui (ndr bestemmioni) nell’ultima discesa quando ne avevo proprio le scatole piene, che se vado dal Don Achille a confessarmi mi da penitenze per un mese.

Ma chi c’era con me nei due giri notturni, quando stavo male come poche volte lo sono stato in vita, quando vomitavo tanto da togliermi il fiato dove le gambe mi tremavano e mi reggevo solo i miei bastoncini con una fatica porca, si c’era proprio lui, il mio socio Mario e ci facevamo forza e ci tenevamo compagnia ricordandoci quella volta che ho lasciato tre dita al Lhotse, e del relativo rientro a Lukla prima in groppa ad un cavallino molto restio al servizio e poi finire a braccetto cantando per esorcizzare dolore e fatica ma sopratutto per la felicità di essere vivi ed ancora insieme. O di quella volta che ci siamo fatti una vasca campo 2 del K2 casa con tre costole rotte, che quando mi sono presentato al pronto soccorso dopo quindici giorni mi hanno chiesto perché ci ho messo tanto ad arrivarci, quella volta il medico ha rischiato una picozzata.

So che è strano e soprattutto impossibile che quella del Mario fosse una presenza reale, ma che era solo frutto della mia mente stanca che in un momento di difficolta cercava un appiglio per tirarsi fuori dalle pesti, ma a me piace credere che quella presenza fosse reale che il Merelli fosse li con me a bagnarsi, imprecare e per che no, per darmi dello stupido che con le mie genialate mi metto sempre in situazioni di merda.

Concludendo devo un sentitissimo grazie ai miei quattro compagni di Everesting Roberto, Marco, Daniele, Giulio, e a tutti i soci che per assecondarci sono stati ad aspettarci chi su chi giù per ben tre giorni, e oltretutto buona parte di loro non sono certo dei grandi amanti della montagna.

Arrivando alle bieche questioni numeriche, puttanega ragazzi ma quanto generosi siete stati questa volta, abbiamo raccolto ben oltre i (2000) duemila euro.

Pertanto mi sembra sia andato tutto benerrimo.

p.s. state preoccupati, ho già in mente, come dice il Roby, nuove splendide cazzate.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Everesting Valbondione – Rifugio Mario Merelli al Coca

Ci siamo! Come avevamo già preannunciato la prossima iniziativa per raccogliere offerte per sostenere il Kalika Family Hospital sarà ancora un everesting.

Ma ancora diverso! Questa volta i bastoncini il nostro Zaffa e i suoi amici, li useranno senza skiroll, ma solo con delle scarpe da trail. Sì, il prossimo everesting sarà “a piedi“, quindi niente bici o skiroll in campo per questa volta.

Dove? La scelta è stata quasi obbligata, perché come tutti sapete Zaffa, Bistari Bistari Onlus e il progetto del Kalika Family Hospital sono legatissimi a Mario Merelli, quindi il percorso si svilupperà da Valbondione con arrivo al Rifugio Mario Merelli al Coca, un arrivo molto significativo per un percorso impegnativo che porterà Zaffa e i suoi amici a tentare di completarlo 10 volte, su e giù (stavolta anche un everesting al contrario) per un totale di circa 70km e oltre 8848 metri di dislivello positivo.

Ed essendo così particolare vogliamo che diventi una festa per tutti! Il rifugio sarà aperto nonostante la stagione sia finita, quindi vi invitiamo a salire con noi, una volta o due volte o anche tutte e 10 se volete! E poi godervi un po’ di sana montagna al Rifugio Mario Merelli al Coca e un rinfresco. Qui avrete anche la possibilità di fare una donazione o acquistare qualcosa al mercatino di Bistari Bistari dove avremo i prodotti nepalesi, bandiere, incensi e così via.

Zaffa e compagnia partiranno sabato 2 ottobre alle 4:00 di mattina dalla panchinetta di Valbondione cominciando il loro sali e scendi “pian piano”, o come dicono in nepalese “bistari bistari”, ma non preoccupatevi per incontrarli avrete tempo circa fino a domenica pomeriggio inoltrato, perché il tentativo richiederà molto probabilmente più di 40 ore di “gita” da parte dei nostri amici.

Che dire, vi aspettiamo numerosi, a Valbondione o al Rifugio Mario Merelli al Coca, non importa, l’importante è vedervi!

Per donazioni potete cliccare direttamente qui

Ringraziamo gli sponsor Masters, Tempo Libero Sport, Merelli Ski, Rifugio Mario Merelli al Coca e i 3 Mori.

Primato mondiale e nuova “gita” in programma

Cari amici, con grande piacere vi informiamo che ci è arrivata la conferma dall’Australia (sì, dall’altra parte del mondo!) che la pazza “gita” di Zaffa e Simone Musazzi con gli skiroll è stata la prima a livello mondiale!
Proprio così, la società di Everesting (che ha il quartier generale in Australia), dopo controlli certosini ci ha informato che i nostri Zaffa e Simone sono stati i primi in assoluto a completare un everesting con gli “sci da strada”.

Sull’onda di questo risultato vogliamo anche annunciare la nuova gita con i primi dettagli: sarà un altro everesting, e dopo quello in bici e in skiroll sarà la volta di usare giusto i “piedi” con i bastoncini. Esattamente, Zaffa in compagnia di qualche amico proveranno a coprire gli 8848 metri di dislivello dell’amato Everest “scarpinando” fra Valbondione e il Coca, per l’esattezza fino al Rifugio Mario Marelli. Una scelta importante e significativa per quello che Mario ha significato, e significa tutt’ora, per la nostra Onlus Bistari Bistari, per la creazione del Kalika Family Hospital, per Il Nepal, le montagne, l’alpinismo e per il profondo legame di amicizia che ha unito Zaffa e Mario.

Per questo vogliamo trasformare questa particolare “gita” in una festa! Quindi vi invitiamo tutti a passare a salutarci alla partenza o all’arrivo (dove i nostri amici passeranno una decina di volte!) ma anche a salire qualche volta con noi, in cima ci sarà la possibilità di mangiare un boccone, comprare qualcosa dal mercatino nepalese e fare un’offerta per aiutarci a mantenere il Kalika Family Hospital. Il weekend sarà il primo del prossimo mese, meteo permettendo, con la partenza fissata nella prima mattina di sabato 2 ottobre. Ci sarà da andar “su e giù” per quasi 2 giorni, quindi vi aspettiamo sabato e domenica!

Più dettagli a venire, nel frattempo se volete celebrare la prima mondiale di un’everesting in Skiroll questo è il link per le donazioni: https://gofund.me/29f9f54c

Grazie e a presto!

Rifugio Mario Merelli al Coca

TI TA SET BUN NO

Gli anglofoni si lavano la bocca con sta parola Challenge traducibile con l’italianissima parola sfida, io
sinceramente non sono uno troppo da sfide o per lo meno messa così è una cosa che mi lascia
indifferente.

Ma quando il Giacomo che dall’alto della sua terza elementare sapeva come fare per farmi
fare una cosa diceva “ti ta se bun no”; (n.d.r. tu non sei capace), a me partiva la bestia: ”decido io se
non sono capace, adesso ti faccio vedere
”, e di solito me la cavavo, e lui dal canto suo con questa
formuletta magica riusciva sempre a raggiungere il suo scopo, farmi fare quello che voleva lui.


Quando ho scoperto l’everesting ho pensato questa non è proprio roba per me questa è roba per criceti
per gente che si vuol far male e poi che noia, ma poi dentro di me la sua vocina “Ta diset insci perchè ti
ta se bun no!
” Dici così perché…”. E no adesso che non ci sei più ti metti a sfidarmi anche nelle cose
sportive che non ti sono mai interessate? Ma tant’è che la vocina ha tanto insistito, che alla fine
l’Everesting in bici è stato fatto e sinceramente non ci siamo neppure annoiati molto. Soprattutto la
cosa più importante è che questo nostro su e giù ha portato anche qualche gradita donazione a sostegno
delle iniziative della Bistari Bistari.


Allora perché non riproporre l’iniziativa, perché non accettare il guanto di sfida dei nostri simpatici
amici australiani, questa volta però vogliamo cambiare un po’ le carte in tavola, niente scarpette da trail,
niente amati sci. Gli 8848m d+ si fanno con gli Skiroll. Da Piode all’Alpe Meggiana (Val Sesia).
Sabato 4 settembre io e il Simone Musazzi ci proviamo a spingere i nostri sci a rotelle per raggiungere
gli 8848 dell’amato Everesting. Lui sicuramente con un piglio più da atleta serio qual’è rispetto al mio
che rimane quello del gitante senza pretese. La scopo resta lo stesso condividere con un amico,
raccogliere offerte (cliccate qui per le DONAZIONI) per il nostro ospedale e, per me, non darla vinta al Giacomo.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Il ballo dell’orso – Post Criceto Day

Innanzi tutto diciamo come è andata la raccolta fondi su gofundme legata al “criceto day” , beh dai non possiamo che esserne contenti e soddisfatti. 685€ non sono pochi in una mattinata, specialmente in questo momento sicuramente non facile per nessuno.

So che per altri tutto sto impegno per raccogliere offerte inferiori alle quattro cifre è un fallimento, ma noi fedeli al nostro nome sappiamo che piano piano (bistari bistari) arriviamo al nostro obbiettivo, nella stessa maniera di come il sarto punto a punto fa la camicia.

Questo per quanto riguarda la cosa più importante la raccolta fondi, ma per quanto riguarda “l’evento”?

E già chiamare una cosa così è un po’ un esagerazione alla fine non si è fatto altro che moltiplicare di alcune volte quello che per mesi ho fatto aspettando che ci dessero l’ok per tornare a scivolare liberi da rischi di contagi sulla tanto amata neve, ed arriverà e vedrete che ne godremo come non mai.

E’ da ottobre che giro sulla ruota come la Ginger, con la Carolina che mi dava il tempo, i miei allenamenti erano scanditi non dai chilometri da percorrere o dal tempo da trascorrere sugli attrezzi, ma ben si dai capitoli del libro che lei voleva leggere.

Giravo sulla pista del centro ma con la mente lascio immaginare a voi dove stavo sciando, e sono sicuro che anche i criceti sulla ruota, gli orsi in gabbia, gli elefanti nella tenda del circo, il cavallo nel box, come me si muovono in continuo in uno spazio stretto ripetendo lo stesso gesto ma con la fantasia chissà dove sono.

Dai poi sabato sarà stata un po’ lunghina ma sinceramente la ruota aveva poco della ruota della gabbia del criceto ma piuttosto mi sembrava quella del luna park. Ho avuto sempre almeno una o due persone ad accompagnarmi e farmi compagnia con quattro chiacchere e anche qualche chiacchera in più di quattro, al bordo della pista c’era sempre qualcuno che incitava, filmava, fotografava e poi postava (a me sto verbo postare fa venire l’orticaria sappiatelo), ma cosa potevo volere di più.

Stima e rispetto per il Catti Lorenzo, quello che si è corso tutte le vie di Caronno, questa volta mi ha fatto compagnia correndo per sei ore mentre io skirollavo, lui sì che ha fatto una piccola impresa sportiva.

Ieri ho guardato tutte le foto e i filmati e a parte quelle con il tuist o porcellino d’india o cavia peruana che dir si voglia, la Ginger insomma, e quella con i ragazzi del Friesian Team che sono venuti a trovarmi ops forse qui abbiamo trasgredito un pochino, ma siamo a modo nostro congiunti, non divaghiamo riguardandomi a me più che all’orso della sindrome dell’orso sembra di assomigliare si all’orso, ma quello che ai tempi in cui la televisione era fantascienza e i social inpensabili, ballava per le strade al suono dell’organetto del suo padrone, per far divertire e stupire grandi e piccini e permettere così al suo socio di sfamare la famiglia grazie ai denari delle offerte degli astanti, tra me e il plantigrado sinceramente di similitudini ce ne trovo addirittura due, con la nostra danza in primis cercare di raccogliere denari per un nobile scopo, e la seconda la stessa grazia e coordinazione….anzi no lui ne aveva sicuramente molta più di me.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Grazie a chi pazientemente mi fa digerire e pazientemente instrada sulla via dei social.

 E una dedica a capitano Emilio Salgari il perché magari ve lo spiego alla prossima stupidaggine che estrarremo dal cassetto che ne è pieno.

alta via monti lariani alba

L’Alta Via, ma non troppo, dei Monti Lariani

Va che quella di GoFundMe è un’invenzione davvero che spacca. Soprattutto perché aiuta piccoli gruppi come Bistari Bistari a realizzare i loro sogni solidali.
Ma la cosa bella e comoda per me è che mi permette di realizzare tutti le stupidaggini che mi passano per la testa senza dovere impazzire per rispondere al tormentone del: “Perché lo fai?

Grazie a Go Fund Me e a Bistari Bistari ora la risposta è pronta, cotta e servita, vera e sotto gli occhi di tutti:
Lo faccio per raccogliere i denari per finanziare i progetti di Piano Piano”.

Nel mio peregrinare per sentieri Nepalesi, che sia per raggiungere Kalika o i campi base delle montagne, mi sono scoperto sempre più spesso a pensare alle montagne del “mio” lago, a quante affinità ho trovato tra questi luoghi, questi villaggi, questa gente e quelli del Lario. E’ cosi che si è sviluppato il sogno di percorrere tutto il sentiero che porta da Cernobbio a Sorico e poi mica è colpa mia se non posso fare a meno di accettare sempre sfide e, se non ce ne sono, di inventarmele.

Cosa c’è di più bello se non fare, quello che gli altri fanno in 5 giorni, in un colpo solo tutta d’un fiato.
Poi cosa posso farci se trovo sempre qualcuno che mi vuole bene e che decide di condividere queste gitarelle con me che, per piacere, per provare, per respirare, per sporcarsi con le sensazioni che dà portare la fatica un pochino oltre il comune senso del pudore?

Sinceramente per fortuna che avevamo una bella relazione cartacea, buone tracce gps e un pochino sapevo dove stavamo andando se no, mi sa che dovevate venirci a riprendere in Ticino.

Facendo una manata di conti con Roberto e il Simone si pensava che presumibilmente si potesse metterci intorno alle 30 ore (pura teoria) e alla resa dei conti abbiamo fatto fatica a stare sotto le 40.

Partiti subito in salita da Cernobbio in piena notte siamo andati anche veloci, almeno per quanto mi riguarda e dopo avere visto la prima alba arriviamo all’appuntamento con la nostra assistenza.
Ma da lì in avanti per me è stata una Caporetto, una ritirata di Russia, faticato anche semplicemente a deambulare figurarsi a correre.

Ora a bocce ferme mi spiace aver fatto perder tempo e aver annoiato i miei compagni ma…
E’ vero avete ragione non ero allenato, o forse troppo allenato, ultimamente ho fatto troppe cose lunghe, non ero riposato, non dormo… ok ragazzi crocifiggetemi.

Ma martedì 29 settembre per me era arrivato il momento di fare in senso inverso il viaggio che mia nonna Riella poco più di un secolo fa ha fatto in compagnia di una vacca alla capezza per venire a sposare l’Enrico qui in pianura. Era arrivato il momento di appagare la vista e il cuore
con i paesaggi che si godono solo in questo angolo di mondo, era arrivato il momento di passare vicino a queste baite che tanto assomigliano alle case delle valli Nepalesi, era il momento di emozionarmi aspettando che da una di quelle porte uscisse il Giacomo a snocciolare i suoi proverbi che sono vere perle di saggezza.

Scusatemi questa volta più di tutte le altre, la mia è stata tutto tranne che un’impresa sportiva, una caporetto, una ritirata di Russia chiamatela come volete ma io questa volta non c’ero, ero in un mondo parallelo fatto di ricordi popolato dalla gente che mi ha aiutato a diventare quello che sono.

Ora voglio ringraziare voi che mi leggete e aiutate concretamente nei progetti Bistari.
Voglio ringraziare Simone per la pazienza di aver aspettato un ronzino, lui che è un cavallo di razza, il Roberto Catti che neppure sa quanto è importante per la sopravvivenza di Bistari Bistari con cui ho condiviso micro sonni da 7 minuti ma di un’intensità che valgono un sonno da 12
ore, la Giulia che ci ha accudito per tutta una notte di difficile orientamento a pascolo nei simpatici castagneti.
E un grazie particolare lo devo a Roberto “Panta” Pantalone, che ci ha assistito e supportato per 2 giornate impegnative, e che quando l’ho chiamato per farci assistenza mi ha apostrofato con queste parole “quando partiamo per la tua ultima fantastica Cazzata che ti sei inventato?”.

Morbidi ragazzi Cazzate nel cassetto ce ne sono ancora lasciatemi il tempo di tirarmi un pò insieme e ritagliare il tempo necessario per agire.

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Alta Via dei Monti Lariani

La situazione Covid-19 ci ha reso impossibile organizzare le nostre consuete raccolte fondi per diversi mesi.
Ad oggi stiamo facendo il possibile per rimettere la nostra onlus sui binari giusti e assicurare il budget per mantenere il Kalika Family Hospital, che fornisce un servizio sanitario cruciale nella regione del Dolpo, la più povera del Nepal.

In quest’ottica abbiamo deciso di reinventare i nostri eventi e di puntare su “sfide” sportive. “Sfide” lo mettiamo tra virgolette, perché il nostro spirito è appunto vicino a quello dei nostri amici nepalesi, quindi abbiamo fatto nostra la filosofia del “Bistari Bistari”, “pian piano” tradotto dal nepalese, e qualche volta preferiamo riferirci a queste sfide come a gite.

Dopo l’Everesting dello scorso weekend ne abbiamo già pensata un’altra, stavolta lo Zaffa, con i due amici Simone Musazzi e Roberto Catti, più l’assistenza sul percorso di Roberto Pantalone, si cimenterà nell’Alta Via dei Monti Lariani, un trekking che si completa solitamente in 5 giorni, ma che proverà a portare a termine sotto le 30 ore.

Una “gita” di trail running che porterà lo Zaffa è i suoi amici a percorrere 125km di sentieri partendo da Cernobbio e affiancando così il Lago di Como dalle cime dei monti Lariani che si affacciano su di esso.

Partenza fissata per martedì 29 mattina presto, e, ancora una volta, l’evento è volto a sensibilizzare il pubblico e gli appassionati di trail running a donare alla nostra campagna GoFundMe per il mantenimento annuale dell’ospedale di Kalika.

Grazie a tutti per il supporto e l’affetto dimostrato e che ci dimostrerete per questa nuova gita/sfida!

Pensieri post Everesting

Poco da dire, anzi da dire ce ne sarebbe fin troppo ma chi la sa più lunga di me dice che sui social occorre essere stringati e quindi stringati saremo.
Bella gita, magari un po’ lunghina ma bella gita. Ho fatto bene a decidere di tentare il nostro Everesting su questa salita, le sensazioni che ho sentito e provato mi ricordavano tanto le salite Himalayane con “Mario”, lui davanti a 1000 km/h, io dietro ad arrancare alla velocità del bradipo e qui uguale: Ciccio e la Fede che pronti via, dopo aver pazientato sulla prima salita, già
nella prima delle 24 discese, mi salutano e si involano a chiudere la loro performance un’eternità prima di me.

Ma non è importante, oggi come allora, questa come le salite con il Mario non sono le gite dell’oratorio del Don Felice ma, con le dovute proporzioni e il dovuto rispetto per gli atleti veri, sono delle prestazioni sportive e non ci si aspetta, ognuno al suo passo ognuno con le sue capacità.

Anche questa è condivisione anche questa è complicità. Noi sapevamo e sappiamo di aver fatto qualcosa insieme non c’era e non c’è bisogno di dirci nulla non ci sono spiegazioni da darci lo sport è anche questo, noi sappiamo e sapevamo che nel momento della necessità il socio c’è e ci sarebbe stato.

Piccolo episodio ma fondamentale per la riuscita della nostra gita e spiegare la filosofia del fare e non del dire; incroci il Dino (n.d.r. fratello del Mario) che torna da una gita per funghi.
Mi redarguisce per non avergli spiegato bene cosa stavo andando a fare che avrebbe organizzato una squadra di supporto e assistenza con i fiocchi, cerco di scusarmi e spiegare che volevo fare una cosa con un profilo basso un po’ intima, lui forse capisce e mi saluta, 10’ dopo si mette a piovere e poco dopo mi vedo sfrecciare il suo fiorino a super velocità. Quando
arrivo in cima alla salita cosa trovo? Il portone dell’hotel Camoscio aperto, solo per noi, per aiutarci ad avere un riparo dalla pioggia una volta finita la salita.

Porca miseria quanto mi mancava questo senso di campo base, troppo bello davvero, grazie Dino.
Concludendo: braverrimi ai miei due compagni di performance che di buon grado mi assecondano sempre quando propongo questo tipo di s……
Un grazie di cuore per la pazienza ad averci aspettato accudito e assecondato a Rosy e Sega, che continua a non capire perché occorre fare tutta sta fatica nella vita, ma è giovane e forse capirà.
Mio padre non lo ha mai capito ma come faceva lui, anche Sega tollera e asseconda.

Grazie a Marco, Paola e Annalisa che sono arrivati in piena notte a incitarci anche se qualcuno la mattina avrebbe dovuto lavorare.
Un appunto agli amici australiani noi non siamo “hard bastard”, ma morbidi sognatori.
Una nota triste: ragazzi io faccio fatica a “sbiottarmi” per voi, la vita social non è roba per me, per me queste medaglie non sono cose che devo appuntarmi alla giacca, sono momenti miei intimi e se ve ne parlo è per sensibilizzarvi e ricordarvi che quest’anno Bistari Bistari è messa male, qui ci va della sopravvivenza del Kalika Family hospital. Porca miseria neppure una donazione su gofundme, ma allora sbagliamo qualcosa?

Marco, lo Zaffa, Zaffaroni

Eversting a Lizzola – 19 settembre 2020

In una lettera aperta il nostro Zaffa ci ha spiegato cosa è l’Everesting e perché ha scelto Lizzola come scenario per questa “gita”.

Oggi vi confermiamo che l’evento sarà il 19 settembre, partenza all’alba e via, su e giù per la salita Valbondione – Lizzola per 25 volte per un totale stimato di 260km totali di bici e, ovviamente, 8848 metri di dislivello positivo, l’altezza di sua maestà Everest.

L’obiettivo è sempre quello di sensibilizzare le persone a donare con un click alla nostra campagna su Go Fund Me per coprire i costi di mantenimento del Kalika Family Hospital.